Non condivido assolutamente

Non condivido assolutamente l'invito a tornare al lavoro dopo un figlio. E miope, secondo me, è chi non capisce il perché del suggerimento - del WP come dell'Italia.
E' ovvio che lo stato - qualunque stato - spinga perché le donne tornino a lavorare dopo la maternità: significa che possono essere tassate (=entrate sicure per lo stato), che spenderanno i soldi che guadagnano (=iva che entra sempre allo stato), che finanzieranno i nidi (quelli statali sono sempre al completo), che non avranno, o solo in maniera molto ridotta, agevolazioni economiche (asssegni familiari e altro).
Se le donne restano a casa, oltre al mancato introito di denaro per lo stato, ci sono da aggiungere gli sconti che il coniuge che lavora ottiene per il familiare a carico (=tasse in meno che lo stato preleva) e il reddito più basso della famiglia, che dovrebbe permettere l'accesso a prestazioni agevolate (vedi ticket) sempre a spese dello stato.
E a parte il discorso del "chi ci guadagna se le donne vanno a lavorare", che mi sembra chiaro...perché dopo aver deciso di avere un figlio, il figlio deve trovarsi in secondo piano (sì, basta contare le ore che dedichiamo all'uno e all'altro e vedrete che è così) rispetto al lavoro dei genitori?
Non raccontiamoci frottole, chi sta fuori casa almeno otto ore al giorno non ha il tempo materiale, e spesso nemmeno le energie, di crescere ed educare un bimbo come può fare una persona che sta a casa tuto il giorno con lui.

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