S’intitola “Evviva Milano in bici” ed è molto più di un libro di itinerari. E’ un prezioso vademecum per scoprire una città insolita, segreta, magari con lo sguardo entusiasta e mai scontato dei nostri bambini.
L’autrice Anna Pavan, membro del direttivo di FIAB Ciclobby e organizzatrice della famosa manifestazione “Bimbimbici”, ci offre qui un estratto del suo libro, uno degli itinerari a Milano specificatamente dedicati ai più piccoli, per sperimentare la poesia delle vie della città attraverso il ritmo lento e anche “avventuroso” della bici.
“Ecco il primo di quattro itinerari che ho il piacere di dedicare ai bambini. S’intitola “Tanti indovinelli e qualche gioco””, scrive l’autrice. “Utilizzeremo le poche piste ciclabili cittadine e attraverseremo parchi pubblici e zone pedonali, per evitare il più possibile i pericoli della strada. Incontreremo però anche qualche tratto trafficato, a volte i binari del tram. Il consiglio perciò è di essere sempre attenti e prudenti e di rispettare le regole del codice stradale.
Potete anche suddividere questo e gli altri tre itinerari in tappe più brevi, a seconda delle vostre capacità di guida e della resistenza delle vostre gambe”.
1° indovinello: qual è il cavallo più grande di Milano?
In questo caso, ma solo in questo, la risposta ve la do già pronta perché si tratta di un indovinello un po’ difficile. Il cavallo più grande si trova…ovviamente all’ippodromo di San Siro ed è un colossale cavallo di bronzo, chiamato il cavallo di Leonardo perché Leonardo da Vinci lo disegnò e ne preparò il modello in gesso, ma poi il bronzo per la fusione (ne servivano 100 tonnellate!) fu utilizzato per la guerra contro i francesi, e con la guerra anche il modello andò perduto. Il cavallone che vediamo noi oggi è stato realizzato negli Stati Uniti nel 1999, utilizzando gli schizzi lasciati da Leonardo. Non è stata fatta un’unica fusione, cosa quasi impossibile, ma una fusione di tante parti che poi sono state spedite a Milano e saldate insieme.
Giochi per scolari fortunati in via Mantegna.
I bambini che attendono il suono della campanella davanti alla scuola di via Mantegna sono più fortunati di altri. Iniziano la mattinata giocando sul marciapiede un po’inusuale della loro scuola. Qualche anno fa, quando vennero rifatti i marciapiedi, si pensò di comporre coi ciottoli bianchi e neri, alla maniera dei bei sagrati di Liguria, alcune rappresentazioni, come la rosa dei venti, il gioco dei quattro cantoni e il “mondo”, gli stessi che noi grandi un tempo disegnavamo coi gessetti sull’asfalto.
2° indovinello: c’è un bambino ficcanaso in via Bertani n. 2. Chi l’ha visto?
Alcuni bambini giocano e scherzano allegramente, altri si riposano quietamente al riparo del timpano che sta sopra il portone, due coppie infine si scambiano un bacetto. Un curiosone, per vedersi la scena da vicino, ha scelto un osservatorio assai pericoloso. Avete visto dove si è messo, a rischio di fare un brutto scivolone?
Altri putti che giocano li possiamo osservare in via Pagano n. 39 dove alcuni si muovono e danzano reggendo grandi festoni di melograno, altri si abbracciano con trasporto, ma questa volta non ci sono occhi indiscreti nei dintorni!
3° indovinello: cosa significano le lettere U S?
Le vedete sopra la grata di una cantina dello stesso palazzo. Vi aiuto un po’. Durante i bombardamenti aerei su Milano dell’ultima guerra (1940-45), si cercava rifugio nelle cantine delle proprie case. Molti palazzi hanno conservato sulla facciata in prossimità della bocca delle cantine una freccia e la sigla US oppure R. Se non riuscite a indovinare da soli il significato di queste lettere, chiedete aiuto ai nonni. Girato l’angolo, in via Telesio al n. 19 tanti bambini ancora. Questi che vediamo ora sono cresciuti un po’(!), ma sono meno simpatici e vivaci dei precedenti. Non hanno voglia di giocare. Avvolti in ghirlande di rose, sembra che si siano messi in posa davanti al fotografo, rigidi e con un sorriso di circostanza che ci dice poco.
Scherzare con l’acqua ai giardini senza buscarsi il raffreddore.
I giardini di via Pallavicino hanno un angoletto sempre molto animato, là dove pare che ci siano solo massi di pietra innocui. Invece sul più bello si alzano in aria delle colonne d’acqua e contemporaneamente gli strilli di chi non si aspetta l’improvvisa spruzzata. D’estate è affollato di bimbi in costume da bagno.
Giochi pericolosi e scherzi di bambini un po’monelli.
In via Illica n. 4 c’è l’ingresso monumentale al cortile di un palazzo importante. L’ingresso è segnato da due grandi pilastri su cui sono andati ad appollaiarsi quattro bimbetti per parte. Via Illica è una via chiusa e chi ha sbagliato strada e chiede informazioni a questi discoli verrà preso in giro con risposte contraddittorie. Ognuno di loro indica col braccino una direzione diversa.
4° indovinello: e le nicchie? Pensate che le nicchie presenti nei due pilastri siano state fatte per rimanere vuote? O in origine ci sarà stato qualcosa?
I vecchioni di piazza Castello. Osservare con attenzione i portoni delle case può far scoprire cose interessanti. Come in questo caso…Sul portone dei n. 3 e 5 ci sono dei mascheroni scolpiti nel legno. Rappresentano dei vecchi abbastanza antipatici, che guardano fissamente, un po’ stralunati, con la bocca storta e sdentata, baffoni incolti e sopracciglia aggrottate. Due di questi cercano di riuscire più simpatici, strizzando l’occhio al passante. O forse, più banalmente, è cresciuto un orzaiolo sulla loro palpebra.
5° indovinello: ragazze che non soffrono di vertigini, tranne una: a cosa si è aggrappata?
Girato l’angolo, in via Luca Beltrami c’è un grande palazzo che, quando fu costruito a fine Ottocento, ospitava un celebre teatro, il Teatro Eden. La pensilina per riparare il pubblico dalla pioggia era in vetro e ferro battuto lavorato (possiamo ammirarla ancora); una fitta serie di lampioni illuminava a giorno il teatro nelle sere di spettacolo (vediamo ancora i bellissimi mascheroni che sembrano ingoiare i portalampada). Le statue tra i finestroni del primo piano, in lunga sequenza, attirano ancor oggi la nostra attenzione perché rappresentano belle fanciulle. Sono in languido atteggiamento anche se in posizione scomodissima e in precario equilibrio. Una sola prudentemente si aggrappa a un capitello per non scivolare, ma il capitello…si allunga, quasi fosse di gomma. Cercate questa fanciulla più saggia delle compagne.
6°indovinello: la chiesa di San Giuseppe ha un campanile?
San Giuseppe è una bella chiesa che si trova in via Verdi, opera di un architetto molto importante a Milano nel 1600, Francesco Maria Richini. Il campanile c’è da qualche parte, perché i suoi rintocchi gentili si sentono a mezzogiorno. Ma dove? Come fare per vederlo? Non è necessario l’elicottero. Occorre però cercarlo scrupolosamente non da via Verdi. Troverete anche che vicino al campanile minuscolo c’è un gallo che segna la direzione del vento ed è sorto un funghetto, un sottile comignolo a torciglione, molto elegante e raro a Milano. Io ne ho visti solo altri due, in via Laghetto e in via Cappuccio. Se voi ne scoprite altri, ditemelo per favore. Mi chiamo Mary Poppins e colleziono comignoli.
Area dei giochi e una statua antica.
Ai giardini Perego in via dei Giardini fate una sosta e guardatevi bene attorno. Siete in una zona della città dove vi erano (e sono in parte rimasti) gli antichi palazzi della nobiltà milanese con grandi giardini privati. Quello in cui siete ora un tempo era un giardino molto più vasto e apparteneva al palazzo della famiglia Perego di Cremnago. Oggi è un giardino pubblico che tutti possono godere. Delle antiche statue che lo ornavano ne è rimasta solo una; però in compenso per i bambini c’è una area gioco ben attrezzata e non ci sono quasi mai le code per salire sull’altalena.
7° indovinello: cercate la più bella meridiana di Milano.
Un piccolo aiuto per mettervi sulla buona strada: la meridiana si trova sul lato sinistro della via De Marchi. Ve la descrivo anche: intorno alla meridiana sono disposti tre putti; quello che sta al centro tende un grande arco per scoccare una freccia che, con la sua ombra, segna l’ora del giorno (se c’è il sole!!). Adesso sta a voi trovarla. Via De Marchi, per vostra fortuna, è molto breve.
8° indovinello: scambio di doni.
Sui due spigoli del palazzo di piazza Cavour n. 5 stazionano due giovani coppie. A destra lui offre alla sua timida lei un piccolo bouquet di fiori che lei timidamente accetta. E a sinistra cosa scambia l’altra coppia?
9° indovinello: un monumento a Garibaldi?
Negli anni che seguirono l’unificazione dell’Italia, avvenuta nel 1861, in tutte le città italiane sorsero monumenti in onore dei protagonisti del processo di unificazione. Anche questo era un modo per far sentire agli italiani di essere un unico popolo. In piazza Cavour abbiamo il monumento a un protagonista del Risorgimento. La bella figura femminile ai piedi del basamento vi sta aiutando a riconoscerlo. Se fate un giro completo intorno al monumento, potrete sapere tante altre cose: l’anno in cui è stato eretto, le date di nascita e morte del personaggio rappresentato...
Per tornare sui vostri passi
Il giardino di Villa Belgiojoso Bonaparte
Nel nostro giro, percorrendo via Palestro, siamo passati davanti a questa grandiosa villa, più conosciuta con il vecchio nome di Villa Reale, con il suo stupendo giardino riservato ai bambini (adulti solo se accompagnati da un bambino!). Tornateci per entrare e perlustrate tutti i viottoli, anche i più reconditi. Scoprirete un laghetto, un isolotto, delle cascatelle, dei finti ruderi di castello, un finto tempietto classico. È un luogo ideale per giocare a nascondino. E se non siete ancora stanchi di guardarvi attorno per scoprire cose nuove, osservate un’ultima cosa, assolutamente deliziosa. Sulla facciata del palazzo ci sono tanti bassorilievi in terracotta: quelli più in basso rappresentano scene di gioco. Potete vedere bambini che giocano a nascondino, altri a mosca cieca, altri che si rincorrono. Non sono cambiati di molto i passatempi nel corso dei secoli…fino a che non sono arrivati i videogame.
Info:
Oltre a “Evviva Milano in bici”, che contiene 22 itinerari in bicicletta di cui 4 dedicati ai piccoli (“Tanti indovinelli e qualche gioco, prima puntata”; “Tanti indovinelli e qualche gioco, Secondo Puntata”; “Un monumento per secolo”; “Le mura di Milano”), Anna Pavan ha precedentemente pubblicato anche “Milano è bella in bici”, prima guida alla città in bicicletta con 25 proposte di escursione di cui tre puntate dedicate ai bambini curiosi. Entrambi sono accompagnati dalle bellissime fotografie di Guia Biscàro e da cartine per seguire con precisione le strade. Sono disponibili in tutte le librerie, edizioni MilanoExpo, al costo di 10 euro.
I diritti d’autore sono devoluti a FIAB Ciclobby, associazione che dal 1986 si batte per restituire ai milanesi il diritto di scegliere una mobilità sostenibile e sicura, utilizzando la bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano o come mezzo di ciclo escursionismo.
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