Alla scoperta del giardino segreto dentro il Parco delle Basiliche
Da che parte di piazza Vetra vai, lato San Lorenzo o Sant’Eustorgio? Guai a liquidare come banalità questa domanda. Sarebbe come dire che non esiste differenza tra i newyorkesi dell’Upper East e Upper West side. Tranquilli, non è per classe o politica che si differenziano i frequentatori del Parco delle Basiliche. Ma per gusti, sì, eccome.
Napoleone re del recinto dei cani
Il lato San Lorenzo, dal nome della basilica paleocristiana che troneggia sul parco, è più “wild”, o, se volete, meno da “perfettini”. Non perché piante e aiuole qui siano una giungla, ma perché l’area gioco - recitanta e attrezzata con dondoli, altalene per grandi e piccoli, un castello in legno e una moderna torre da arrampicata - non è l’unico punto di interesse per genitori, nonni e bimbi. Ci sono anche Napoleone, Chanel, i barboncini gemelli con guinzaglio rosa per la femmina e blu per il maschio, il levriero e tutti gli altri frequentatori dell’area cani: guardarli correre seduti in ginocchio sulle panchine verdi appena fuori dal loro recinto, impararne i nomi e i “fidanzamenti”, è un gioco spassosissimo per le famiglie amiche degli animali e convinte che osservarli sia un’esperienza educativa. E poi ci sono i Punk – sì, quelli con la cresta – che si incontrano dietro l’abside di San Lorenzo: perché hanno i capelli a punta? E gli occhi neri neri? E le unghie colorate anche se sono dei maschi? Se avete pronte le risposte, questa parte del parco è il luogo ideale per chi non crede che i giardinetti debbano essere una “riserva indiana” per carrozzini, monopattini, nonne, tate e genitori.
Corri che passa la 94....
E il lato Sant’Eustorgio? Alt: prima affrontiamo la spinosa questione dell’attraversamento di via Molino delle Armi. Per le mamme - specie quelle bici munite costrette ad infilarsi nei pochi centimetri non coperti da cordolo che segna la corsia preferenziale dell’Autobus 94 – è un’ansia: le più caute, vanno al semaforo, le altre incrociano le dita e si buttano. Arrabbiate: perché è dal 1956 che si discute di interrare il passaggio automobilistico e che non si fa niente!
Calcetto, feste e motomerenda
Eccoci al lato Sant’Eustorgio: quello delle feste nel pratone – gli alberi più adatti per appendere striscioni sono immediatamente dietro all’area giochi accanto alla fontanella – delle partite di calcetto e del ponte scivolo. O fortino scivolo. O passerella. O…ognuno lo chiama un po’ come crede. La sostanza, nella prima area giochi attrezzata e recintata che incontrate entrando al parco da via Molino delle Armi, è un ponte di legno, ma saldamente ancorato a terra, su cui correre come matti e arrampicarsi per poi tornare a terra con uno scivolo adatto anche ai bambini più piccoli. Si presta a fare la nave pirata, il fortino e, a volte, anche la passerella per interminabili “partite” di un due tre stella…. Usciti dal “recinto”, avete due opzioni. Seguendo il vialetto di rose sulla sinistra, arrivate a un’altra area gioco con castello in legno e altalene e, dopo quella, a un altro bel pratone con un grande albero su cui arrampicarsi. Da queste parti, nei pomeriggi estivi, staziona la “motomerenda” con bibite e gelati. Prendendo la destra, invece, un viale alberato, e molto ben ombreggiato, porta a un giardino segreto dentro al giardino in cui state camminando. Di che si tratta?
Il giardino segreto dentro al parco
Al Museo Diocesano: caccia grossa dentro i quadri
Qualche esempio? “I laboratori didattici per bambini legati alle nostre esposizioni temporanee”, spiega Nadia Righi, conservatore, “mentre i genitori visitano il museo, i bambini lavorano sul tema dell’esposizione. Perché, tornati a casa, abbiamo un tema comune e diversi spunti di discussione”. Legati alle esposizioni permanenti, invece, i laboratori tipo “Caccia Grossa”, in cui i bambini vanno alla ricerca di animali e personaggi tra le opere d’arte del museo. (per informazioni e iscrizioni 02 89420019)
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