Quando vieni a prendermi? Saranno i 40 gradi che incendiano la città, sarà che la trasferta al mare di una babysitter brucia metà dello stipendio, sarà che luglio in teoria è un periodo di lavoro morto e in pratica una corsa forsennata a chiudere attività in sospeso da mesi. Sarà. Ma una domanda così, sussurrata al cellulare mentre rincasi, manda in frantumi tutti i “pensa al loro bene non al tuo”, “mandali al fresco”, “fagli respirare aria buona invece di smog” che ti hanno convinto a spedire bimbi troppi piccoli per i centri estivi, e nonni troppi in forma per i centri anziani, in villeggiatura. Ecco alcune dritte di sopravvivenza alla lontananza:
Telefonate
Intanto ci sono gli orari della chiamata, comunque sbagliati. Quelli in cui puoi tu, mamma lavoratrice, coincidono col “picco di lavoro” per i villeggianti: vai in pausa pranzo o rientri a casa durante il tour de force doccia, pappa, storia per filare a letto. Nelle ore pasti, loro, il cellulare squilla a vuoto. E nelle ore spiaggia squilla in cabina. Ma che dire quando, finalmente, rispondono? Ai piccoli, mai un generico “come va”? Rischi il mutismo o una vocina strozzata che all’improvviso sente la tua mancanza. E guai a ripetere la domanda: la nonna in carica, specie se di suocera si tratta, sentenzia che fino all’istante prima della tua chiamata il cucciolo era felice come una Pasqua. Meglio chiedere “quanti gelati hai mangiato”, meglio domande con risposte prevedibili. Tutte, tranne due: i bambini vi fanno stancare molto? E la babysitter, vi da una mano? Loro saranno sempre più stanchi di quello che pensate e lei sempre meno efficiente di quello che sperate.
Sms
La tentazione di sentire un’altra versione dei fatti - della tata stessa, di un vicino, di una sorella – è forte, ma desistete: i nonni si offendono, le tate si sfogano e le sorelle, solidali, mentono. Se proprio dovete messaggiare, abbondate di “grazie”.
Commiati
C’è un saluto da fine weekend meno pesante degli altri? No, solo piccole cose da evitare. Farti accompagnare in stazione e salutare i bimbi dal finestrino (lacrime, di tutti, assicurate). Piangere mentre esci di casa (i bambini intristiscono, i mariti ingelosiscono, le mamme che restano rosicano perché sanno che lavorare a Milano, senza figli, è la vera vacanza).
Magliette
Sulla riviera Ligure, quest’estate spopola una maglietta che recita: “Se la mamma non vuole lo chiedo alla nonna”. Ecco, basta saperlo: tutte le regole che hai trascorso un inverno ad insegnare, saltano. D’altronde se “scegli” di stare in città a lavorare………
Saldi e aperitivi
Iniziano i saldi, e in più hai un sacco di serate libere per vedere gli amici. Ci sono mamme in vacanze da giugno che pagherebbero per stare al tuo posto.
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