Cara Gianna, mamma rock
La foto è inequivocabile. Gianna Nannini, la pantera del rock italiano, diventerà mamma a 54 – forse 56 – anni. La vediamo trastullarsi in un negozio londinese con una salopette gialla che evidenzia una bella pancia al quinto mese.
Una gravidanza resa possibile, dicono gli esperti, dalla donazione di un ovocita – fecondazione eterologa, che in Italia non è consentita – e dall’ottimo stato di salute della futura mamma. Sarebbero almeno 500mila, dice il ginecologo-pioniere Severino Antinori, le donne ultracinquantenni che nel mondo stanno portando a termine una gravidanza.
A leggere i giornali e ad ascoltare i commenti delle persone, però, a sconvolgere della notizia della gravidanza della Nannini non è affatto l’età, quanto l’ambivalenza sessuale, lo straordinario anticonformismo del personaggio.
Insomma, Gianna, era più facile guardarti su una moto da enduro mentre attraversavi il deserto della Tunisia che scorgerti a maneggiare calzini da neonato in un negozio chiamato – stucchevolmente - Pretty Pregnant.
Gianna Nannini era il miraggio escapista, l’indipendenza dal maschio – anzi, il nostro lato maschio – e la donna che non aveva paura di essere nomade, di vivere il lato oscuro, selvaggio, delle relazioni.
Non so voi, ma io “Bello e Impossibile” lo metto su in macchina, a tutto volume, dopo aver piazzato i nani all’asilo. Come farò adesso?
Gianna Nannini ha saputo ribellarsi persino a questo, in fondo. L’icona rock forte e un po’ randagia se ne è fregata di nuovo di tutto, dell’immagine, dell’età, delle convenzioni e sta sperimentando una delle sfide più toste dell’esistenza.
Per questo ti diciamo in bocca al lupo, Gianna. Benvenuta nel club. Che questo pupo ti ispiri la musica più dolce e più rock che hai mai immaginato!
Grande
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