Ci risiamo: più della voglia, della grinta, degli sforzi che una mamma possa fare per cercare di conciliare famiglia e lavoro, più delle storie, vere, di ordinario equilibrismo e di sogni, contano i numeri. Quelli che, puntualmente, sfornano studi e società di consulenza per dirti: non ci provare neanche, non ce la puoi fare!
Stavolta i numeri arrivano dal Regno Unito, il Paese, in teoria illuminato, dove il premier David Cameron ha appena annunciato di prendersi il permesso di paternità per star vicino alla sua ultima figlia appena venuta al mondo. A non credere alla possibilità di inventarsi un equilibrio fra bambini e lavoro, secondo la società di consulenza InterExec, sarebbero innanzitutto i cacciatori di teste, ovvero coloro che selezionano le risorse umane per grandi aziende. Il 53% di quelli intervistati dallo studio, pubblicato a metà agosto e ripreso da tutti i grandi giornali del Regno Unito, hanno risposto questo: le donne che aspirano al successo sul lavoro, e ad avere compiti e ruoli di responsabilità dentro grandi aziende, devono dimenticarsi del permesso di maternità.
Permesso che, orrore, lo studio definisce "career break", pausa di carriera. Ovvero il termine che, nel Regno Unito ma anche nel resto d'Europa, viene usato per definire l'anno sabbatico dal lavoro che alcuni manager scelgono di prendere per viaggiare, fare volontariato o studiare. Sicuri che allontanarsi momentaneamente dal lavoro per dedicarsi a un neonato sia la stessa cosa?
Abbasso i numeri. Non perchè non si voglia credere alla difficoltà di conciliare lavoro e famiglia. Non perchè si voglia fingere di non capire che "non si può avere tutto". Perchè le scelte sono fatte da persone, con sogni, grinta e storie di quotidiano equilibrismo.
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