Max, papà Metropolitano Milanese, pensava di essere andato in ferie. Invece è sbarcato sulla prima linea, nella sua Onu personale alle prese con quotidiane risoluzioni di conlifitti. Più o meno pacifiche....
Tutte le mattine mi alzo alle 7, o poco prima. Non è prestissimo, ma considerata l'ora alla quale sono costretto a coricarmi e i vari risvegli notturni, le 7 sono un discreto sacrificio. Ma non è questo il punto. Il fatto è che dalle 7 e un istante sono già all'Onu. Operativo come un funzionario impegnato in una difficile ed estenuante trattativa per assicurare al mondo la pace. Il mondo, ovviamente, è la mia famiglia. E la controparte è Nana1, di anni tre. Dalle famose 7 e un istante incominciano le negoziazioni e dureranno per tutto il giorno, fino a sera inoltrata, su qualsiasi argomento. Colazione, tragitto, scarpe, vestitini, pasto, bevande, gusti del gelato, minuti alla tv... etc. Una trattativa senza tregua, perché la concertazione è femmina. Spesso sono necessarie alleanze strategiche con la consorte, altre volte minacce di intervento armato o di maggiori concessioni a Nano2, lo spettro dell'embargo, l'assedio. Il risiko quotidiano riesce ad assicurare alla specie umana la necessaria serenità per crescere e prosperare.
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