Massimo, che si definisce Papà MM (Metropolitano Milanese), ci regala un ritratto divertente, allucinato, appassionato e politicamente scorretto del suo quotidiano da genitore.
Non ho mai pensato di essere capace di allevare un figlio. Però col tempo, e basandomi sull'osservazione quotidiana di taluni comportamenti dei piccoli dell'uomo e dei loro genitori, ho elaborato una teoria che dovrebbe poter funzionare abbastanza bene come guida di base per genitori inesperti. Una teoria che potrebbe liberare per sempre dall'ansia di dover scovare in libreria il manuale perfetto per mamme e papà.
Si chiama "Teoria della caverna" ed è solo un'idea di fondo sulla quale chiunque può metterci del suo, arricchendola di contenuti in base alle proprie condizioni, alla propria esperienza e alla propria sensibilità. Una specie di teoria "copyright-free", insomma, perfettamente adattabile.
Dunque funziona così: in caso di dubbio sulla cosa migliore da fare con i bambini, il genitore deve provare a pensare come fosse un uomo primitivo che vive con la famiglia nella sua caverna in un contesto selvaggio e inospitale. Dunque deve liberarsi da condizionamenti contemporanei, consigli di amici, teorie urbane, leggende metropolitane e inutili sovrastrutture. Direi un "Pensare primitivo", una "Pedagogia del Cro Magnon", una roba tipo "Ascolta la bestia".
Un esempio? Il pianto notturno del bebè. La moderna pedagogia è spaccata in due: c'è chi dice di lasciarlo piangere nella sua cameretta visitandolo a intervalli regolari, cronometro alla mano, secondo un rigido programma di pause a scalare organizzate in una tabella Excel; e chi propone di tenerselo a letto, magari adagiato sul torso villoso di "papà orso".
La teoria della caverna propone la seguente riflessione. Il papà cavernicolo ha passato la giornata a caccia di animali da estinguere per nutrire la sua famiglia. Mamma cavernicola è spossata per la giornata ad accudire e proteggere il branco di batuffoli pelosi. Ecco, io non credo che in un tale contesto i genitori cavernicoli avrebbero lasciato piangere i cuccioli nella loro "grottina" privata lontano dalla "grottona" matrimoniale. Considerata l'acustica della grotta e l'arretratezza culturale del padre, probabilmente i bebè dal pianto facile si sarebbero estinti in fretta. Invece nascono ancora. L'uomo primitivo, in fondo, era un tenerone.
ciao Massimo innanzitutto
ciao Massimo innanzitutto complimenti per il blog.
che ne dici della situazione "a tavola tutti insieme" ? è verosimile pensare che mamma cavernicola fosse alquanto insistente sulla imperativa necessità per i piccoli cavrnicoli di tenere le mani sulla tavola, i gomiti al loro posto, la schiena dritta, la forchetta e il coltello come si deve ? .... io non credo ...a volte mi sembra che chiediamo veramente troppo ai nostri cuccioli. forse è più importante che imparino in fretta a cacciare animali selvatici (i maschi) e ad accudire la prole (le femmine), per garantire la sopravvivenza della specie...;-)
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