Cesareo per scelta? Preoccupato dai numeri italiani, l'Istituto Superiore di Sanità corre ai ripari
Too posh to push, troppo chic per spingere. E’ il famoso detto coniato dagli inglesi – ispirati da Victoria Beckham – per parlare delle mamme vip che scelgono a priori il parto cesareo, per evitare dolore (almeno nella prima fase) e per “incastrare” la nascita del piccolino tra i vari (e inderogabili) appuntamenti in agenda.
Lo hanno fatto Angelina Jolie (non solo per i gemelli, ma anche per la piccola Shiloh), la ministra francese Rachida Dati (5 giorni dopo il lieto evento era in Consiglio dei Ministri, con un tacco 8), Celine Dion, Nicole Kidman, Christina Aguilera, Britney Spears e moltissime altre. La loro bandiera è quella della libertà: di non provare dolore, di scegliere dove, come e quando far nascere un figlio.
Lontane da palcoscenici e tappeti rossi, le italiane non sono da meno: la scelta di partorire chirurgicamente, evitando l’incognita del parto spontaneo, è molto diffusa. Anzi, praticamente fuori misura rispetto alla medie internazionali: nel 2008 il 38% (con punte del 62% nelle regioni del Sud e con la Lombardia “prima della classe” al 28%) delle donne italiche ha scelto il cesareo. L’Oms stabilisce che, in un paese industrializzato, la percentuale normale a garanzia della salute di mamme e bambini dovrebbe essere il 15%.
Allarmato per la situazione (il cesareo è un intervento chirurgico e in una condizione di buona salute della mamma e del bambino non è consigliato perché comporta dei rischi potenziali e generalmente “vincola” anche i parti successivi) l’Istituto Superiore di Sanità ha appena realizzato nuove e più stringenti Linee Guida ospedaliere e sta diffondendo una brochure informativa per le donne in gravidanza.
S’intitola “Taglio cesareo, solo quando serve” e illustra dati ed evidenze scientifiche sui pro e i contro dell’intervento. Soprattutto, dice che in molti casi un programma di sostegno adeguato pre parto aiuta ad affrontare l’evento nel modo più sereno. Certo, se oltre alle brochure diffondessero a tappeto la pratica dell’anestesia epidurale in fase di travaglio (che oggi si attesta al 2% del totale nazionale…), ci viene da suggerire, forse le italiane si convincerebbero più in fretta.
Che ne pensate?
Grazie Claudia per questo
Grazie Claudia per questo lucido intervento. Io ho subito 2 TC e il terzo figlio l'ho partorito naturalmente quasi 6 anni fa. Le conseguenze dei TC, che nessuno mai ti dirà, per me sono state cistiti ricorrenti, aderenze peritoneali e purtroppo ho poi dovuto subire un intervento chirurgico ampiamente demolitivo. Nessuno parla poi dei problemi embolici, più frequenti di quello che si possa pensare. Nel mio giro di conoscenze, è successo che 3 persone hanno avuto un'embolia dopo il TC e avere un'embolia è come mettere un'ipoteca sulla tua salute.HAI RAGIONE! E' vero, mamma e bambino si meritano un parto naturale e rispettoso, perchè i bambini che nascono oggi, saranno gli adulti di domani e....sei come nasci!
Io credo che le donne
Io credo che le donne abbiano diritto di partorire come preferiscono, i medici possono esprimere dei pareri ma non certo imporre. E l'epidurale, con rischi per la mamma e il bimbo infinitesimali e dunque quasi nulli (lo sostengono i medici con dati alla mano), è un diritto che per motivi economici o ideologici (ricordiamoci che siamo un paese di ipocriti bigotti) che troppo spesso viene negato.
I diritti sono della mamma e
I diritti sono della mamma e del bambino e posso assicurarti che spessissimo vengono calpestati proprio da quei medici che ti "filtrano" le evidenze scientifiche per meglio manipolare le donne. Le donne vogliono solo rispetto e sostegno ONESTI. Purtroppo in Italia specialmente, paghiamo fior di ginecologi che non hanno di meglio da fare che propinarti un cesareo o un parto pilotato (che spesso finisce in cesareo d'urgenza), se hai la sfortuna di avere la dpp nelle festività o in estate. Nessun ginecologo perderà mai il feudo che poi è la donna, quindi mai ti sentirai dire che la persona indicata per gravidanza e parto è l'ostetrica, addestrata nella fisiologia, competente al punto di passare la mano al ginecologo qualora qualche cosa andasse storto.
Grazie per la segnalazione.
Grazie per la segnalazione. Mi permetto solo una considerazione: la stragrande maggioranza delle donne porta al proprio bambino in gravidanza tutto l'amore ed il rispetto possibili, e altrettanto fa dopo la nascita. Eppure, accetta come "normale" l'invasività delle pratiche routinarie del parto, accetta di interrompere la comunicazione con il proprio bambino nel travaglio e nel parto e di farselo portare via (varie bagnetti, varie visite, culle termiche..) nelle prime delicatissime ore, quando il neonato non ha bisogno che della sua mamma. Non biasimo nessuno, anche io l'ho accettato ai tempi del mio primo parto, e oggi, a distanza di tre anni, ancora penso questo con amarezza. E per debolezza, ho accettato parte di tutto ciò anche per il mio secondo figlio.
Se il parto non è aldifuori del continuum del rapporto con i propri bambini, non è possibile accettare che le nostre creature più care subiscano stimolazioni dolorose (ossitocina, sondino nel cuoio capelluto, "spremiture" con manovre pericolose sulla pancia della mamma) e la separazione da noi, a meno che non ne vada della sopravvivenza.
Il parto cesareo è altamente traumatizzante per i bambini (cui viene sottratta la preparazione alla nascita, e se esso è programmato spesso anche alcune necessarie settimane di gestazione), e ahimè lo è anche l'epidurale, poichè inibisce la produzione naturale di endorfine secrete dalla madre per contrastare il dolore del parto naturale, di cui beneficia il bambino (risultato:la mamma non percepisce il dolore, il bambino lo percepisce molto più forte. Purtroppo non si dice alle madri...). Il parto naturale può essere traumatizzante per entrambi se vengono a mancare rispetto, compassione e sostegno. E' una strada molto lunga da percorrere, per riportare il parto nella normalità, ma soprattutto nella cornice del rapporto con il bambino: un rapporto che abbiamo coltivato per 9 mesi e che sarà per tutta la vita, che non merita un tale "buco". Grazie per l'attenzione. Claudia
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