Marta e Alberto ci spiegano che nessuno è vaccinato contro il razzismo. Neanche una famiglia adottiva...
Da un po’ di tempo sta parcheggiato ai bordi dei giardini pubblici di zona. Un finestrino è rabberciato con il nastro adesivo. E’ abitato inequivocabilmente da una famiglia rom, con un numero imprecisato di figli. Intorno al camper malmesso circolano le voci più disparate. Il fastidio è corale e unanime: gli zingari sono ladri, bisogna temerli ed evitarli accuratamente. Lo dicono tutti, persino una nostra amica che ha adottato il suo bimbo lasciato in ospedale da una mamma rom (rigorosamente “rumena” per la cerchia dei parenti). E io che pensavo che le famiglie adottive fossero vaccinate contro il razzismo…
Mi sento ipocrita perché istintivamente controllo lo zaino quando incontro qualche rom sul tram, eppure non riesco proprio a dire ai miei figli di star loro lontani. “Mamma, ma portano via i bambini!” esclama il mio cucciolo di otto anni. Lo incenerisco con lo sguardo. E subito lo interrogo: “Chi ti ha raccontato questa sciocchezza?” E lui, serafico: “Il nonno!”. Per fortuna non parla di mio padre, ma… Reagisco: “Il nonno è anziano. Anche le sue paure sono vecchie”. E chiudo il discorso.
Pochi giorni dopo, ai giardini, si chiacchiera tra mamme. I figli scorrazzano lì intorno. Si avvicina lesta una bimbetta rom che guarda con gli occhietti vispi e un po’ languidi la bicicletta di una delle compagnette di mio figlio. La madre è quella del gruppo più aperta e le propone di fare pure un giretto. “Ingenua! Tu sei pazza.” Le dicono le altre. Io solidarizzo con la mamma coraggiosa e controcorrente. La bambina fa un giro, due, poi tre, infine la perdiamo di vista…“Vedi? Cosa ti avevo detto?” Il disappunto dilaga. La situazione si fa pesante. La piccola proprietaria della bicicletta inizia a piangere. La madre resta interdetta. Tutte le presenti si sentono ora legittimate a sputar sentenze, in un crescendo senza sosta. “E poi…i loro bambini sono anche aggressivi”, rincara la dose un’altra madre adottiva. “Per forza - provo a contrastare io - se nessuno vuole mai giocare con loro. Come ti sentiresti ad essere costantemente escluso?” Ma tira una brutta aria. Il gruppo si sparpaglia. C’è chi cerca la bici, chi richiama i propri figli un po’ stizzito, chi si allontana con un sorrisetto tra il dispiaciuto e il compiaciuto. Alla fine la bicicletta ricompare all’improvviso. La riporta la mamma rom, in silenzio. Una mamma egiziana è andata a cercarla nel camper. Forse le ha anche detto che se la bicicletta non fosse ricomparsa, avrebbe chiamato la polizia. Le voci di giardino iniziano a circolare. Come sempre fuori controllo.
Torniamo a casa con un sapore amaro in bocca. Mio figlio ha osservato tutto e mi interroga con lo sguardo.
Io non so esattamente cosa pensare. Tanti discorsi sull’accoglienza, sulla diversità che arricchisce si sgretolano in pochi attimi quando sentiamo minacciate le nostre sicurezze. E’ vero: la bicicletta rischiava di sparire. Ma come adulti e come genitori, possiamo dire no ad una bambina che ci chiede di prestarle un gioco? Cosa insegniamo ai nostri figli?Mi ostino a dire che la bicicletta gliela avrei data anch’io...
Che si tratti di un rom o
Che si tratti di un rom o no, prestare una bicicletta a chi non si conosce espone al rischio di non rivederla più. E' la realtà. D'altra parte nessuno di noi, pur avendo il massimo della fiducia nell'universo mondo, esce di casa senza chiudere la porta, no?
A mio avviso sarebbe stato sufficiente, in un caso come questo, invitare la bambina o il bambino che guarda desideroso la bicicletta del pargolo a giocare con nostro figlio, insieme, tenendoli d'occhio come si deve sempre fare con i bambini. Non è sempre necessario scomodare paroloni e concetti importanti come Razzismo, Pregiudizio o altre parole impronunciabili. Il più delle volte è una questione di buon senso, ma questo richiede quel minimo di umiltà che spesso difetta a chi si sente migliore degli altri e investito del sacro compito di salvare il mondo. Perché mai poi un genitore che ha adottato dovrebbe essere vaccinato dai mali degli uomini, non si capisce. Torniamo al concetto di superiorità morale, questo sì indice di pregiudizio.
Concordo con te. Anche io
Concordo con te. Anche io non sono immune a insidiosi pensieri razzisti, ma anche io non riuscirei a dire di no a un bimbo. Un giorno eravamo al pronto soccorso perché la mia piccola era caduta dal fasciatoio (!!) ma stava bene e in attesa con noi c'era una splendida bimba rom di circa un anno e mezzo, bellissima e vivacissima. E, purtroppo, anche sporchissima. Ma con le sue manine nere voleva carezzare la mia bimba e poi giocare con i nostri giochi.. Non mi è proprio venuuto di dirle di no, nonostante la riprovazione di altri genitori presenti! Poi ad un certo punto non trovavo più il portafoglio e per un attimo ho dato la colpa a lei, la piccola rom dagli occhi splendenti! Quando cercando meglio il portafoglio è saltato fuori mi sono sentita tanto in colpa...
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