Conciliazione vita lavoro: i dati preoccupanti dell'Istat sull'Italia del lavoro al femminile
Ottocentomila donne "licenziate" o costrette a lasciare il lavoro a causa della maternità. Ovvero l'8,7% delle donne lavoratrici con almeno un figlio. Tante sono le mamme che, nel 2010, hanno abbandonato il mondo del lavoro o sono state costrette a farlo. A contarle, il rapporto Istat 2011 sullo stato dell'Italia.
La fotografia dell'Italia al femminile è sconfortante: una volta lasciato il lavoro, solo il 40,7% ha ritrovato un impiego, secondo l'Istat, infatti, su 100 donne licenziate o indotte a dimettersi, riprendono a lavorare in 15 al Nord e in 23 al Sud. A subire l'allontanamento dal lavoro a causa della maternità sono soprattutto le mamme giovani (13,1%) quelle che vivono al Sud (10,5%) e quelle con titoli di studio basso (10,4%).
Per chi un lavoro riesce a tenerlo, ampio è ancora il divario con gli stipendi degli uomini. La retribuzione netta mensile delle lavoratrici dipendenti è di 1.077 euro contro i 1377 dei colleghi maschi, circa il 20% in meno. Se confrontati al resto dei Paesi europei, inoltre, i dati sulla partecipazione delle donne al mondo del lavoro sono allarmanti: nel 2010 il tasso di occupazione al femminile si è attestato al 46,1%, con 12 punti percentuali in meno di quello medio europeo.
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