Un bambino è un bambino, qualsiasi sia il colore della sua pelle. La procura della Cassazione ha detto no alle coppie che chiedono uno o più bambini in adozione indicando, però, di non essere disponibili a ricevere bimbi di pelle nera o di etnia non europea. Il procuratore generale della Suprema Corte ha così accettato un esposto dell’Associazione Amici dei Bambini (uno dei maggiori enti autorizzati alle adozioni) e ha espresso questo orientamento davanti alle Sezioni Unite, che dovranno prendere posizione al più presto.
La vicenda è partita a seguito di un decreto con il quale il tribunale dei minorenni di Catania nel 2009 aveva dato la ‘patente’ di idoneità all’adozione a marito e moglie che non volevano bambini neri o di etnia non europea. L’ennesimo di tanti: è prassi in alcuni Tribunali porre vincoli o condizioni all'adozione e i decreti di idoneità “mirati”, cioè recanti indicazioni sull’età, lo stato di salute, il sesso e anche l’etnia dei bambini, sono stati il 25% del totale anche nel 2009.
Secondo AiBi – il cui parere è stato condiviso dalla procura della Cassazione – consentire alle coppie di scegliere il colore della pelle dei bambini viola numerose convenzioni internazionali e il principio di uguaglianza stabilito dalla nostra Costituzione. Le Sezione Unite potranno ammonire tutti i tribunali di merito a non accogliere più, d’ora in avanti, richieste di adozioni subordinate ad indicazioni razziali.
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