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Bambole "speciali" per bimbi "speciali"

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All'estero piacciono le bambole portatrici di handicap

Bambole speciali per bimbi speciali

Dimenticate Barbie. Per combattere gli stereotipi, promuovere la comprensione dei bimbi portatori di handicap ed accrescere la loro autostima, negli Usa e nel Regno Unito si gioca con le "Special needs dolls": bambole non vedenti guidate da un cane, in sedi a rotelle, con i tratti tipici della sindrome di Down. 

I loro produttori, come l'azienda americana Downi Creations e l'inglese Kids Like Me, giurano che le bambole "speciali" hanno un impatto positivo sulla crescita dei bimbi portatori di handicap. Ma non tutti la pensano così, a cominciare dai genitori di quei bambini.

Il Time ha raccolto le loro proteste, che variano dalla "esasperazione delle caratteristiche fisiche dei bimbi Down" alla difficoltà, per bimbi normodotati o portatori di handicap, di identificarsi in bambole "oggettivamente bruttine".  Bambole come queste davvero normalizzano la disabilità o contribuiscono invece a creare stereotipi? Il settimanale americano lascia che a rispondere siano i genitori americani che, a differenza di quelli italiani, trovano bambole così nei negozi di giocattoli a pochi scaffali di distanza dalle barbie.


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