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Libri: la carica dei Pa3, padri al cubo

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Intervista a Gianni Biondillo e Severino Colombo

Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo: come diventare Pa3

Da una parte c’è lei, la Mater italianensis absoluta. Una macchina perfetta, forgiata dal confronto con generazioni di maschi italiani nullafacenti, che controlla tutto: casa, bambini, lavoro. Dall’altra parte ci sono i vari tipi di padre italiano: il Pater latitantis, il Papponis cascamortus, il Pater Ecologicus, il Pater competition, il Sedicentis Mammus. E poi ci sono loro, i Pa3. Ovvero Pa-ter o padri al cubo.

Uno sparuto gruppo di padri vigili e resistenti, che non hanno paura di fare il bucato e cambiare pannolini, nè di portare i figli all’asilo o dal pediatra. Se li devono vestire, sanno esattamente dove si trovano body e calzine. Sono i padri di nuova generazione come Gianni Biondillo e Severino Colombo, uno scrittore e un giornalista che hanno appena pubblicato il “Manuale di sopravvivenza del padre contemporaneo” (ed.Guanda).

Un libro che unisce alla chiave dell’ironia (detta come va detta: è difficile leggerlo senza scoppiare a sghignazzare senza ritegno), una fine critica al sistema familiare italiano. Dove la mamma continua a presiedere all’equilibrio di tutto, ma si trova sempre più in bilico tra casa, figli e lavoro. E i padri, molti padri, troppi padri, danno ancora tutto per scontato. “Perdendosi degli straordinari momenti nella crescita dei loro figli e nella loro affettività”, avvertono gli autori.

Li portate al’asilo e dal pediatra. Cambiate pannolini e caricate la lavatrice: non temete di essere etichettati come i classici mammi?

Biondillo-Colombo: Assolutamente no. Non abbiamo nessuna aspirazione ad allattare o a togliere alle mamme quel “territorio” affettivo e di accudimento che è naturale. Siamo solo entrati nella sfera della cura, mentre molti altri uomini se ne tengono alla larga. Questo non fa che darci una maggiore consapevolezza, e anche, se permettete, autorevolezza.

L’Italia è un caso in Europa per l’arretratezza del sistema familiare. La divisione di generi è ancora molto forte. Di chi è la colpa?

B/C: Di certo la sfera educativa lascia un segno fortissimo. La divisione netta dei ruoli, mamma con la scopa in mano e papà in poltrona con il giornale, sono la prima pietra di un cliché su cui, poi, si troveranno a fare i conti i partner. Le cose però stanno cambiando: negli ultimi anni sono aumentati i papà consapevoli che la condivisione delle responsabilità della casa e dei figli sono un fatto naturale. Proporre un modello di parità tra i sessi è fondamentale per cambiare il futuro del nostro paese e “alleggerire” le madri dalle grandissime fatiche che sopportano oggi.

Però questa Mater italiana non è un cliente facile…

B/C: Beh, anche lei ha una certa responsabilità nella creazione di maschi nullafacenti: sa tutto, si occupa di tutto, ha un controllo su casa e figli che va oltre l’umano…

E deve anche essere in carriera e molto carina.

B/C: Diciamo che è sottoposta a delle pressioni sociali disumane, davvero. Basta sfogliare un manuale sulla gravidanza per capire che i modelli femminili proposti dai media mandano tutto in corto-circuito. Il fatto più naturale di questo mondo viene descritto come un evento improbo. Qualcosa degno di poche elette iniziate alla medicina, la psicologia, la musicoterapia, che praticano lo yoga, il fitness, che frequentano saune e piscine e si dilettano di alimentazione e neurologia prenatale…insomma, non delle donne. Chiunque, a seguire tutto questo, finisce per sentirsi inadeguato al compito!

Il Manuale è nato mentre, al parco con i vostri bambini, spingevate le altalene e chiacchieravate di queste cose. Visto che vivete a Milano, quali sono le vostre dritte di sopravvivenza?

B/C: Milano non è una città generosa con le fasce di popolazione improduttive, cioè bambini e anziani. Già alzando gli occhi dalle altalene scorgi un delirio di strade, traffico e smog che ti abbatte… inutile dire che avremmo bisogno di piste ciclabili, grandi aree verdi abitate da scoiattoli invece che topi di fogna, locali accoglienti.

Di certo locali aperti a passeggini e carrozzine ce ne sono pochi.

B/C: E’ vero, ma il consiglio è quello di ostinarsi a uscire, tentare sempre e comunque di scovare il posticino dove non storceranno il naso, dove permetteranno ai bambini di muoversi tra i tavoli e non faranno loro pagare una consumazione da adulti. Conviene anche a loro, perché quando li scopri ci torni miliardi di volte e ci porti i tuoi amici!

Chi dovrebbe leggere il vostro libro?

B/C: Certamente tutti. Ma pensiamo che lo leggeranno prima le donne. E poi magari lo regaleranno ai loro uomini.


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