Il "Test del Riflesso Rosso", esame della vista che si effettua sui neonati a due giorni di vita, parte a tutto campo (dopo una buona sperimentazione all'ospedale S.Paolo) in tre ospedali cittadini. A cominciare da domani sarà la volta del Sacco, ed entro fine mese anche al San Carlo ed alla Macedonio Melloni.
Lo ha annunciato ieri, nell'ambito di una conferenza stampa, l'assessore alla salute Giampaolo Landi di Chiavenna, spiegando che di questo "fotoscreening di massa" nel giro di un anno beneficeranno 4mila neonati.
La campagna di prevenzione è realizzata in collaborazione con il Centro SALVIS, sezione della Casa di lavoro e patronato per i Ciechi di guerra della Lombardia, che ha investito 65mila euro ed ottenuto l'autorevole patrocinio della Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale di Prevenzione della Cecità.
Quella che parte al Sacco è "un'importante fase pilota per introdurre la prevenzione oculistica pediatrica nei grandi ospedali di Milano", ha dichiarato l'assessore Landi. "Non è mai troppo presto per curare, soprattutto nel delicatissimo ambito oftalmologico. Basti pensare che interventi precoci possono restituire la vista e curare patologie che mettono a rischio non solo la visione ma addirittura la vista. In questa prospettiva si comprende quanto "il Test del Riflesso Rosso", in grado di scoprire in maniera assolutamente non invasiva malattie oculari gravi, si riveli importante per ridurre il rischio di una diagnosi tardiva . La campagna attuata dal Centro SALVIS rappresenta, pertanto, un primo passo significativo verso un'efficace prevenzione allo scopo di ridurre i casi di ipovisione e di cecità infantile".
Un problema diffuso
Nei prossimi anni la situazione sembra destinata a peggiorare. A prevederlo è l'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della cecità secondo la quale nel 2020 i casi di ipovisione in Italia aumenteranno di oltre un quarto, esattamente il 26%, rispetto a quelli registrati nel 2000.
Cos'è il fotoscreening del Riflesso Rosso
E' un test assolutamente non invasivo, non richiede manipolazioni mediche del soggetto e può essere effettuato anche senza la collaborazione del bambino.
Consiste nell'ottenere un'immagine dei riflessi oculari usando il flash di una macchina fotografica digitale dotata di alcune caratteristiche particolari. In pratica, l'abbagliamento del flash provoca l'effetto degli "occhi rossi" che compare a volte come errore nelle foto comuni ma che, in questo caso, è provvidenziale. Infatti per sospettare una patologia visiva del bambino, anche piccolissimo, è sufficiente valutare questo riflesso: se è simmetrico e di corrette dimensioni in entrambi gli occhi il risultato si considera normale; viceversa, un'asimmetria o alcune specifiche alterazioni del riflesso consentono di ipotizzare una patologia per la quale è indicato un immediato approfondimento diagnostico tramite visita oculistica.
Le malattie
Le patologie che si possono evidenziare con il test sono le più comuni in età infantile: strabismo, cataratta mono o bilaterale, glaucoma, difetti di refrazione. Queste anomalie provocano facilmente l'ambliopia, cioè una forte diminuzione (o addirittura l'abolizione) della capacità visiva che è possibile contrastare solo se si interviene precocemente. Ma c'è di più: grazie al test, infatti, si può scoprire anche la presenza del retinoblastoma, un tumore dell'occhio piuttosto grave.
Tutti i quattro professori responsabili dei dipartimenti materno infantili (rispettivamente Enrica Riva del San Paolo, Gian Vincenzo Zuccotti del Sacco Alberto Podestà del San Carlo e Luca Bernardo del Fatebenefratelli cui afferisce la Macedonio Melloni) si sono accordati per far eseguire il Test nel secondo giorno di vita dei bambini. "Questo controllo precoce - conclude Giampaolo Landi di Chiavenna- è in perfetta sintonia con l'American Academy of Pediatrics che raccomanda di sottoporre tutti i nuovi nati al Test del Riflesso Rosso prima della dimissione dal reparto di neonatologia. E conferma l'importanza della prevenzione, un obiettivo che l'assessorato alla Salute del Comune di Milano considera basilare e persegue non solo nell'interesse dei neonati ma anche, in molte altre occasioni, in quello degli altri cittadini di tutte le età".
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