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MUBA apre un mercato delle storie in Triennale

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Intervista a Paola Pozzolini di Fondazione MUBA

MUBA apre il mercato delle storie in Triennale

Ascoltare l’altro significa imparare a conoscerlo. Parte da questo presupposto l’ultima mostra organizzata da MUBA, il Museo dei Bambini di Milano,  proprio sul tema della narrazione: si intitola Il Mercato delle Storie e sarà aperta al pubblico dal 21 novembre 2008 al 29 marzo 2009 presso la Triennale. Un’occasione unica per i piccoli visitatori dai 4 agli 11 anni di giocare, imparare, ascoltare e raccontare. Un’occasione unica per conoscere nuovi amici e confrontarsi. Sì perché qui i bambini saranno autori, attori e spettatori al tempo stesso, in un processo creativo che insegnerà loro a costruire una storia personalissima e ad ascoltarne tante altre.

 A parlarci della nuova mostra è Paola Pozzolini, vicepresidente della Fondazione MUBA, che ci racconta anche perché il Museo dei Bambini di Milano è così importante nella realtà milanese e non solo.

 

Cosa si fa esattamente in un ‘mercato delle storie’?

“La mostra si presenta come un vero e proprio mercato, pieno di allegria e colore. Un cantastorie accoglie i visitatori all’ingresso e subito li coinvolge in un racconto affascinante introducendoli allo spazio delle bancarelle, dove sono in vendita i vari elementi di una storia: c’è la bancarella dei personaggi, quella dei titoli, dei paesaggi, dei mestieri, degli animali, delle emozioni e dei sentimenti. I bimbi usano i denari che ricevono all’entrata e raccolgono gli ‘insoliti acquisti’ in una cassettina di legno: a ogni elemento raccolto corrisponde un capitolo della storia. La fase propriamente creativa si svolge poi nei banchi laboratorio, dove si creano personaggi (assemblando forme di facce, occhi, nasi, bocche e capelli scelti in un vasto inventario), si ideano trame, si inventano paesaggi e animali lavorando con timbri e colori. E in tutto questo si creano le emozioni: paura, allegria, sorpresa… Il momento culminante è quello dello ‘scambio’ delle storie: in appositi chioschi ogni bambino prende posto e comincia a dare vita alla propria storia raccontandola agli altri, mentre chi ascolta riceve una bella medaglia per ogni racconto ascoltato. Alla fine di ogni visita, in collaborazione con Mondadori, abbiamo anche organizzato La Casa delle Storie: tutti i pomeriggi un narratore leggerà racconti dai temi diversi a bambini e genitori, oltre a dare alle famiglie suggerimenti e consigli proprio sull’abitudine alla lettur”.

 

La famiglia, insieme ai bambini, è protagonista nelle vostre mostre. Perché i vostri progetti piacciono tanto sia ai piccoli sia ai grandi?
In generale cerchiamo sempre di organizzare eventi che siano molto coinvolgenti: partiamo dal gioco per farlo diventare un mezzo di conoscenza, uniamo l’aspetto ludico a quello educativo. La nostra specializzazione è ‘l’educazione non formale’, cioè un tipo di istruzione complementare a quella della scuola in cui il bambino è messo al centro del processo conoscitivo mentre gli adulti diventano semplici ‘moderatori’ delle diverse situazioni. Ci sono diversi fattori che concorrono all’obiettivo finale: curiosità, scoperta, coinvolgimento emotivo e gioco. Ai bambini le mostre piacciono perché si divertono, mentre gli adulti le apprezzano per i contenuti educativi”

MUBA nasce nel 1995 con l’idea di creare a Milano un Museo dei Bambini fisso, ma in realtà una sede fissa non c’è e le mostre sono itineranti. Come si è evoluto il progetto iniziale?
Sì, l’idea iniziale era quella di avere una sede fissa dove organizzare mostre ed eventi. Poi una location adatta non si è più trovata e dal 1998 MUBA presenta le proprie mostre presso la Triennale di Milano, tappa di partenza per i successivi spostamenti in altri musei italiani: Torino, Roma, Napoli, Firenze per citarne alcune. MUBA opera, dunque, in modo continuativo su un territorio non solo milanese e si propone come l'unica struttura in Italia specializzata nella realizzazione di percorsi di gioco e mostre interattive per bambini. Dal 2007 inoltre è diventato anche una Fondazione, proprio per dare uno sviluppo più stabile ai nostri progetti.

Ci sono novità in cantiere?
Stiamo collaborando insieme a CityLife alla realizzazione di un Centro culturale per l’infanzia che diventi un vero e proprio polo dove riunire cultura, didattica, scienza e arti dedicate all’educazione e alla crescita dei bambini. Si chiamerà Palazzo delle Scintille e sorgerà sull’area dell’ex padiglione 3 di FieraMilano proponendosi come un punto di riferimento per la città e le famiglie e uno dei più grandi e attivi centri culturali d’Europa. La sua realizzazione è prevista per il 2011. Un progetto a più breve termine è invece quello che riguarda il Centro Remida curato da MUBA, che aprirà ad aprile 2009 vicino alla Triennale Bovisa: ci si occuperà del riuso creativo degli scarti industriali per darvi un nuovo valore emozionale.

Quanto è importante il confronto con la realtà internazionale?
Il confronto con l’estero è sempre importantissimo, tanto che MUBA ospita anche la sede dell’associazione europea dei musei per bambini Hands On! Europe. Questo rappresenta anche la garanzia di un aggiornamento costante del metodo educativo comune a questi musei. I tre capisaldi del metodo sono Hands On! (toccare con le mani), Minds On! (metterci la mente, la creatività) e Hearts On! (farsi trasportare dall’emozione).

Come rendere Milano più ‘family friendly’ dal punto di vista culturale?
Costruendo il Palazzo delle Scintille!

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