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Neonati in ufficio? L'America dice sì

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100 aziende praticano il "parenting in the workplace"

Neonati in ufficio? L'America dice sì

L'alternativa a babysitter con stipendi da capogiro e nidi pieni di microbi? In America, si chiama parenting in the workplace ovvero l'arte di portarsi i pargoli in ufficio. Con culla, biberon, pannolini, ciucci e tutto il necessario per accudirli fino agli 8 mesi di vita. Obiettivo: combattere gli abbandoni lavorativi delle neomamme (il 25% delle lavoratrici tra il 2001 e il 2003) ed evitare che i colleghi rimasti in ufficio debanno sobbarcarsi il lavoro di chi è a casa in maternità.

Possibile? E il tasso di disturbo per chi lavora vicino alla mamma, o al papà, con bimbi urlanti al seguto? E la concentrazione della mamma e del papà? E i pannolini? Tutte domande leggitime, a cui il portale Babiesatwork.org risponde con i numeri: negli Stati Uniti, oggi 104 aziende concedono ai neogenitori questa possibilità. Alcune, creando spazi dedicati che, comunque, costano meno di nidi aziendali. Altre, creando spazio per culle e carrozine tra una scrivania e l'altra.

Il portale ammette che il parenting in the workplace si addice più alle piccole e medie imprese - quelle con un ambiente informale e che più rischiano nel perdere un dipendente appena diventato genitore - che alle grandi aziende. Ma non esclude che una multinazionale possa sposa l'idea. L'abc per riuscirci si trova in un manuale scaricabile dal sito.

Voi lo fareste? se avete qualcosa da dire sul tema, scrivete a carlotta@radiomamma.it

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