Negli Stati Uniti raccogliere fondi, dipingere la biblioteca e far parte della commissione mensa non sono l'unico modo in cui un genitore può darsi da fare per migliorare la scuola del figlio. In 14 Stati americani, infatti, è in vigore la "parent trigger".
Ecco cosa prevede: se tuo figlio frequenta una scuola che giudichi scadente, e se il 51% delle famiglie che la frequentano sono d'accordo con te e firmano una petizione, puoi richiedere dei nuovi dirigenti che l'amministrazione pubblica è tenuta a fornirti. Oppure puoi chiedere che intervenga una "charter school", e cioè una scuola privata, finanziata con denaro pubblico, che ha uno statuto e delle regole decise dai genitori e dagli insegnanti.
La legge, introdotta per la prima volta in California nel 2010, punta a salvaguardare soprattutto gli studenti di famiglie straniere, o a basso reddito. Tuttavia fa discutere, nello stato di New York come in Texas o in Connecticut: sicuri che i genitori sappiano giudicare un curriculum scolastico? Sicuri che abbiamo le competenze per stendere lo statuto di una scuola?
Sia il New York Times che il Time, rispettivamente il quotidiano e il settimanale più prestigiosi degli Stati Uniti, hanno sollevato il dibattito su questa legge alla ripresa dell'anno scolastico: misura di progresso sociale o boomerang? Secondo il Time, in California, dal 2009 nessuna scuola è stata chiusa o trasformata in meglio con la "parent trigger". Ma, per il settimanale, è soprattutto un problema di fornire ai genitori le competenze giuste per impegnarsi e per prendere decisioni efficaci.
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