Babysitter per l’estate: le regole e i bonus

Come fare per assumere una tata, colf o badante per le vacanze e come gestire le ferie. I consigli di Saf Acli Milano


Dal 1 giugno si può chiedere il bonus Babysitter. 1200 euro per pagare la tata o il centro estivo. Il bonus è per tutti i lavoratori del settore privato o autonomi con bambini fino a 12 anni di età (in caso di disabilità non ci sono limiti di età). 

E sono tante le domande su come gestire la babysitter (e la colf e badante) per il periodo estivo. “Quante ferie ha una babysitter?”, “Come si calcolano le ferie?”, “se voglio assumerla solo per le vacanze estive?”, “Se voglio che la tata venga al mare con me?”. Risponde Simone Bellezza, direttore del familyfriendly SAF ACLI, società che si occupa da oltre 10 anni di contratti di lavoro domestico

BONUS BABYSITTER: COME FUNZIONA

  • Può fare richiesta anche chi ha già fruito del bonus babysitter negli scorsi mesi, ma in questo caso il contributo sarà di 600 euro e non 1200 euro.
  • Per avere diritto al bonus l’altro genitore non deve risultare percettore di Naspi o di altro strumento di sostegno al reddito come la cassa integrazione, né deve essere disoccupato o non lavoratore alla data della domanda. Ma in casso di cassa integrazione ad ore, ad esempio, l’incompatibilità è solo nei casi e limitatamente ai giorni di sospensione dell’attività lavorativa per l’intera giornata
  • Il bonus non può essere usato per gli stessi periodi di fruizione del bonus nido erogato dall'Inps
  • Non puoi fare richiesta se hai usufruito di 15 giorni di congedo straordinario per Covid. Se hai usato meno di 15 giorni il bonus ti spetta per metà
  • Nonni:  nel caso di nonni che vivono e sono residenti in un altro comune rispetto a quello della famiglia richiedente si può chiedere il bonus anche per loro.

BABYSITTER: COME GESTIRE FERIE E ASSUNZIONI PER L'ESTATE

Quante ferie ha un lavoratore domestico (babysitter, colf o badante)?

I lavoratori domestici hanno 26 giorni di ferie l’anno (articolo 18 del Contratto collettivo), ferie che vanno godute per almeno 2 settimane nell'anno e le restanti entro i 18 mesi successivi all'anno di maturazione, normalmente nel periodo da giugno a settembre. I ventisei giorni di ferie vengono scalati su 6 giorni settimanali (lun-sab) a prescindere dalla ripartizione dell’orario di lavoro settimanale. La decurtazione delle ferie si deve fare in modo direttamente proporzionato alla ripartizione settimane dei giorni di lavoro. Quindi, un lavoratore che lavora 1 giorno a settimana (lunedì) NON avrà diritto a “26 lunedì” di ferie, ma, come tutti, di 1 mese di feri all’anno. I giorni di ferie residui al 31 dicembre dovranno essere riportati nell’anno successivo.

E se durante le ferie la babysitter (colf, badante) si ammala cosa succede?

Le ferie vengono sospese. Il collaboratore dovrà darne tempestiva notizia al datore di lavoro mediante certificato medico e corrispondere il relativo trattamento economico.

Se una famiglia vuole assumere una babysitter/colf/badante solo per l'estate può? Come?

Certo, è possibile assumere un collaboratore domestico anche solo per una settimana. Nonostante il lasso di tempo possa sembrare definito indicando genericamente "l'estate", il contratto dovrà essere stipulato a tempo indeterminato così che, in qualsiasi momento, sarà possibile chiuderlo senza motivazione alcuna con un semplice preavviso di 1 o 2 settimane.

Se si vuole assumere una babysitter/colf/badante per andare in vacanza fuori sede, c'è un contratto diverso?

Il contratto è sempre lo stesso e non dev'essere fatto un contratto ad-hoc. Il lavoratore non convivente potrà scegliere se seguire il datore di lavoro presso località di villeggiatura o residenze secondarie, a meno che non sia stato espressamente indicato nell'accordo di lavoro in sede di assunzione; in quel caso, è tenuto a seguire il datore di lavoro. Il lavoratore convivente invece è sempre tenuto a seguire il datore di lavoro presso località di villeggiatura o residenze secondarie. Di mese in mese è sempre possibile cambiare il contratto in essere. La variazione decorrerà dal primo giorno del mese successivo alla richiesta, informando quindi per tempo il proprio consulente di riferimento.

Se la famiglia va in vacanza un mese o più per l’estate e la babysitter non va, è obbligata a prendere ferie? È pagata normalmente?

Dipende dal tipo di contratto. Nel caso il lavoratore sia convivente, è tenuto a seguire il datore di lavoro presso località di villeggiatura o residenze secondarie. In caso contrario, rifiutandosi, il lavoratore formalmente non si presenta sul luogo di lavoro e quindi l'assenza potrà essere considerata come permesso non retribuito. Nel caso in cui sia un lavoratore NON convivente a rifiutarsi, consigliamo di accordarsi preventivamente nel concordare ferie. Nel caso in cui la sospensione lavorativa dipenda unilateralmente dal datore di lavoro, il lavoratore mantiene il diritto alla retribuzione. A tal proposito, ricordiamo che tra le mansioni della babysitter rientrano anche quelle della pulizia della casa. Volendo, quindi, le si potrebbero lasciare le chiavi e chiedendo di prestare attività da colf.

Se babysitter/colf/badante vanno in vacanza con la famiglia sono "assicurate" come quando sono a casa?

Sì. Tutti i lavoratori domestici assunti con regolare contratto sono coperti dagli infortuni sul lavoro su tutto il territorio nazionale.

Se la tata (colf, badante) non vuole andare in ferie e chiede che le siano liquidate. Come comportarsi?

Le ferie sono un diritto irrinunciabile; non è possibile corrispondere il relativo controvalore economico a fronte di un mancato godimento da parte del lavoratore. Al termine del rapporto, se vi sono ancora delle ferie residue, esse vengono monetizzate come “ferie maturate e non godute”, valore che andrà ad aggiungersi alle altre spettanze di fine rapporto ed eventuali ratei di tredicesima non corrisposti.

Il lavoratore può andare in ferie nel caso in cui non siano ancora maturate?

Questa è una scelta che spetta alle parti, datore di lavoro e lavoratore; il datore di lavoro può scegliere di anticipare un tot di giorni di ferie al dipendente nonostante non abbia ancora maturato il periodo richiesto oppure può decidere di non esercitare tale concessione ma, a fronte di una mancata maturazione, considerare il periodo di assenza come periodo non retribuito. In caso di concessione anticipata delle ferie significa che il lavoratore avrà un negativo di ferie che man mano recupererà mese per mese tornando a lavorare, per questo consigliamo di non concedere comunque un negativo troppo elevato.

 

 

 


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