Come parlare ai figli della violenza contro le donne: parole, esempi e segnali da conoscere
25 novembre. È la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. In tanti ci state scrivendo: “Come sensibilizzare e parlarne con i figli, maschi e femmine? Quali sono i campanelli d’allarme? Cosa fare quando i tuoi figli ti raccontano che hanno un amica/o che sta vivendo una relazione dove qualcosa non va?” …. Abbiamo chiesto aiuto a Davide Falchetto, psicoterapeuta e psicosessuologo del Santagostino
GIORNATA INTERNAZIONALE PER L’ELIMINAZIONE DELLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE: LE PAROLE DA USARE CON I FIGLI, I CAMPANELLI D’ALLARME E COSA FARE COME GENITORI
Come parlare di violenza contro le donne ai figli preadolescenti e adolescenti?
È importante non farne una questione di genere con i figli. Non passare l’idea che i maschi sono pericolosi e le femmine vittime. Alcune persone fanno scelte sbagliate usano la forza o il potere per controllare o ferire altre persone. Questo non deve essere accettato. È il comportamento che è sbagliato non la persona. Questo va insegnato. Per educare e sensibilizzare è utile poi “avvicinare” il problema. È importante passare ai ragazzi il messaggio chiaro che la violenza sulle donne può riguardare tutti, indistintamente. Non sono solo cose che si sentono in televisione, ma sono ovunque. Se conosciamo esempi concreti vicini a noi e ai nostri figli è utile usarli (raccontandoli con attenzione alla privacy).
Con quali parole parlare ai figli di violenza sulle donne?
Usando un linguaggio chiaro e allarmante, senza esagerare. Con preadolescenti e adolescenti sono utili film e serie tv che aiutano a parlare con i figli di rispetto, manipolazione, bullismo, violenza nelle sue diverse forme. Prima della visione è importante contestualizzare, spiegando che si tratta di esempi di relazioni sbagliate da analizzare criticamente. Dopo la visione bisognerebbe stimolare il dialogo, per esempio con domande come: "Quali comportamenti ti sembravano sbagliati e perché?", "Come sarebbe stato possibile cambiare la situazione?", "Se tu fossi nel posto del protagonista, come ti saresti sentito?". Ecco quattro suggerimenti per affrontare la questione.
- Wonder (film) – Racconta la storia di un ragazzo con una differenza fisica che subisce discriminazioni; potrebbe essere utilizzato per introdurre il tema dell'empatia e del rispetto.
- A girl like her (Una ragazza come lei) – Film-documentario su bullismo femminile e abuso psicologico tra coetanei
- Crush – La storia di Matilde (serie) – una produzione educativa che affronta dinamiche di manipolazione, gelosia e controllo tra adolescenti
- Chi vuole parlare d’amore? (docuserie, RaiPlay) – Approfondisce relazioni tossiche giovanili, tra gelosia patologica, gaslighting e dipendenza emotiva
Quali sono i campanelli d’allarme da insegnare ai nostri figli?
Quando si parla di amore essere gelosi e controllanti viene considerato spesso da adolescenti e preadolescenti come indice di quanto si ama una persona. Ma non è così È fondamentale spiegare ai figli che amore sano significa libertà, rispetto e fiducia. Se uno ci ama non deve toglierci spazio o farci sentire in colpa. Se amiamo non dobbiamo togliere spazio o fare sentire in colpa. I campanelli d’allarme che ci dicono che nella relazione c’è violenza, manipolazione e controllo sono diversi e vanno conosciuti:
- Richiesta di leggere le chat private
- Voler conoscere la password dei social
- Bisogno di condividere costantemente la propria posizione
- Scoppi di rabbia se non si risponde subito a messaggi e chiamate
- Frasi come: “non puoi uscire senza di me” “non voglio che vedi quegli amici”
- Frasi come: “se mi ami devi fare così” o “se non fai come dico io vuol dire che a me non ci tieni” (ricatti emotivi)
- Frasi come “non puoi uscire vestita così” o “non pubblicherai quelle foto sui social?”
Basta che succeda anche solo una volta (e non è mai una sola volta purtroppo) per doversi allarmarsi e reagire. Va spiegato ai figli che anche in questo “condividi la tua posizione con me mentre esci con le tue amiche” c’è una violazione della libertà e che è fondamentale pararne con amici e con i genitori.
Come si insegna a dire di no e cosa è il consenso?
È importante che i ragazzi e le ragazze sappiano di avere sempre il diritto di dire di NO e non si sentano mai obbligati a fare cose che li mettono a disagio. Parlarne con i figli è fondamentale, spiegando che davanti alla richiesta di maggiore intimità o di foto o video intimi deve valere la regola del “fatti una domanda”. Se ti chiedono foto intime o propongono cose che non ti fanno stare bene, bisogna fermarsi un attimo prima di rispondere. E farsi alcune domande: “ti senti sicuro/a a fare questa cosa?” e ancora “Lo stai facendo perché lo vuoi o perché hai paura di perdere quella persona se non lo fai”. Se la risposta è “No” (“Non mi sento al sicuro e no, non lo voglio davvero e lo faccio solo per non perdere quella persona”), allora la risposta giusta è NO. Si ha diritto a dire di No. Ai figli si può fare l’esempio del bere. Se qualcuno propone una bibita e in quel momento non si ha sete e non se ne ha voglia, ci si sente liberi di rifiutare. Sull’intimità e sulle emozioni deve valere lo stesso diritto di diro NO. Per questo tema vengono in aiuto anche libri che si possono leggere insieme ai ragazzi: Chiedimi se lo voglio (Caterina Di Chio) e Consenso, possiamo parlarne? Un libro su scelte, mutuo accordo e volontà (Justin Hancock).
Quali segnali e comportamenti di amici, amiche sono indicatori che dicono che stanno subendo violenza e cosa fare?
Ci si può accorgere che una persona sta vivendo una relazione violenta se si nota un cambiamento repentino nell’umore oppure una ricerca di isolamento improvvisa. Per esempio, un’amica che era allegra e solare e diventa improvvisamente chiusa e ansiosa o che prima usciva sempre con il gruppo e improvvisamente non esce più. Bisogna poi fare attenzione a frasi del tipo: “non posso perché tizio non vuole”; “tizio mi ha detto che oggi non posso uscire”. Oppure se si vede che l’amica è sempre online e chatta costantemente e va in ansia se perde qualche messaggio o non riesce a rispondere subito alla telefonata del partner. Se i figli vedono amici in queste situazioni cosa possono fare? Non andare subito all’attacco con frasi dirette come “Lascialo!”, ma avvicinarsi in punta di piedi, facendo capire che si è vicini, si è una squadra e si è preoccupati. Insegniamo ai figli che è prezioso parlare di queste situazioni con un adulto di fiducia. E sarà poi lui ad attivarsi magari per contattare gli adulti di riferimento dell’amico/a
Vuoi conoscere e condividere con i tuoi figli i numeri di telefono e le app per aiutare le donne? Innanzitutto, 1522 (come vedi nella foto). È il numero gratuito, attivo h24 con operatrici specializzate nelle richieste di aiuto e nel sostegno delle vittime di violenza e stalking. Ed esiste anche l’app 1522. Scopri qui altri servizi che ti aiutano
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