Come parlare con i figli di emozioni e paure con teatro, libri e film
Oltre la metà degli studenti italiani convive in modo ricorrente con ansia o tristezza prolungata (Autorità Garante per l'Infanzia e l'Adolescenza). Come si apre un dialogo con figli che spesso comunicano solo attraverso uno schermo? Abbiamo provato a rispondere insieme al Teatro del Buratto con “Le storie che ti aiutano”, la nuova rubrica di Radiomamma per parlare con i figli attraverso teatro, libri e cinema.
Ogni uscita affronterà un grande tema della crescita, dall’inclusione alla paura, dalle emozioni all’autostima, dall’amicizia ai disturbi alimentari. Per ogni fascia d’età, da 0 a 18 anni, proporremo uno spettacolo teatrale, un libro e un film (o una serie, o un cartone) da usare come punto di partenza per il confronto. La rubrica si rivolge a genitori, insegnanti e nonni. “È la cultura che deve muoversi verso i ragazzi, non il contrario: se vuoi comunicare con loro devi entrare nel loro mondo e capirlo, altrimenti ti giochi la loro fiducia e fallisci. La cultura è fondamentale per aiutarli ad affrontare la crescita e le relazioni», spiega Emanuela Spadavecchia, direttrice artistica delle stagioni del Teatro del Buratto.
Ansia e salute mentale di bambini e ragazzi: i dati in Italia
I dati sul benessere dei giovani chiedono attenzione:
- 51,4%: la quota di studenti italiani che convive in modo ricorrente con ansia o tristezza prolungata (Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza).
- Oltre 700.000 giovani italiani convivono con problemi di salute mentale, ansia e depressione tra i più diffusi; il 74% dei problemi di salute mentale insorge entro i 24 anni (Ocse)
- -1,6 punti: il calo dell’indice di salute mentale tra i 14 e i 19 anni tra il 2016 e il 2024, più marcato tra le ragazze (-2,3) che tra i ragazzi (-0,8) (ISS/Istat, 2025).
- 64,4%: gli italiani dai 6 anni in su che nel 2024 hanno partecipato ad almeno un’attività di intrattenimento o spettacolo fuori casa, con una ripresa del teatro di circa 2 punti percentuali rispetto al 2023 (Istat, Annuario Statistico 2025).
Come parlare con i figli con la cultura: i consigli della direttrice artistica delle stagioni del Teatro del Buratto
Perché le storie aiutano a parlare di crescita con i figli?
Perché le storie ci accompagnano da sempre, ma ogni linguaggio arriva in modo diverso. Il cinema ti fa vedere tutto e rende le cose concrete. Il teatro ti spinge a immaginare e ti porta a stare dentro un gruppo, perché si fa insieme: chi sta sul palco e chi sta in sala. I libri ti trasportano in mondi che ti crei da solo. Che la cultura faccia bene al benessere psicofisico è provato scientificamente. Per i genitori questi strumenti sono un aiuto perché si parte da qualcosa di concreto e condiviso. Oggi c’è difficoltà di relazione tra genitori e figli, e questi mondi permettono di conoscersi di nuovo e di ritrovare spontaneità. Per un adulto non è facile mettersi in gioco.
Come riprendere il dialogo dopo aver visto uno spettacolo o un film o aver letto un libro con i figli?
Non è necessario, ma è desiderabile confrontarsi su cosa si è provato, se è piaciuto, con quali emozioni si è usciti. Il genitore deve mettersi in gioco: dialogo, non interrogatorio. E va bene anche rivedere lo spettacolo più volte.
Come scegliere spettacoli, libri e film per bambini e ragazzi?
Guardando chi lo propone e che linguaggio usa. È importante anche capire cosa non piace, e non fossilizzarsi su un’unica tipologia, altrimenti non si scopre mai cosa piace davvero. Esistono film, libri e spettacoli brutti, e va bene: fanno parte del bagaglio culturale e aiutano a sviluppare il senso critico, nei bambini come nei genitori.
Solitudine e iperconnessione: cosa può fare la cultura per aiutare le famiglie?
La cultura deve provarci. Tutto il settore che si occupa di bambini e ragazzi sta cercando di offrire un’alternativa. Spesso questi ragazzi, nell’iperconnessione, soffrono di solitudine: si incontrano, non si salutano e poi si scrivono in chat. La cultura può ridare relazioni reali e ritmi di vita più normali.
Social, videogiochi e IA: nemici del teatro e dell’offerta culturale?
Sono mondi opposti per natura ed esperienza, ma fanno parte della vita quotidiana dei nostri figli. La cosa più intelligente non è farne un tabù, ma imparare a usarli e insegnare a usarli bene. I ragazzi si informano lì, quindi il settore culturale deve passare da lì. Se poi un bambino va a teatro fin da piccolo, diventa un’abitudine. Ci sarà un periodo, in adolescenza, in cui li perdi, ma poi la fruizione culturale resta naturale, magari con gli amici.
Come orientarsi nell’offerta culturale per famiglie a Milano?
Dare consigli su libri, film e spettacoli può essere una guida in un’offerta culturale dispersiva come quella milanese, dove c’è tantissimo di tutto ed è difficile orientarsi. Serve anche a creare una comunità culturale: ne parli a tavola, ne parli con amici. E la cultura si diffonde.
Image pic by Gabriella Varga-Stefán on Pexels
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