DSA? Usa i super poteri!
Due figli dislessici e la scelta di concentrarsi sui loro "plus" invece che sulle difficoltà. Che diventa un libro - I miei bambini hanno i superpoteri, Sperling &Kuperf - ricco di dritte per tutti i giorni. La sua autrice, Carlotta Jesi, ci racconta come e perchè l'ha scritto.
Che fai quando tuo figlio, a 9 anni, si definisce “una corda buttata per terra”? Come reagisci quando lo vedi soffrire, sfiorire, chiederti tutte le sere “mamma, abbiamo scollinato?” per descrivere la fatica che fa, ogni mattina, a scendere dal letto e affrontare la scuola?
DSA: la certificazione e la solitudine
Il mio libro “I miei bambini hanno i superpoteri” è partito da qui. Da una diagnosi di dislessia. Dallo sgomento davanti alla scuola che non aspetta e che emargina un bimbo un po’ più fragile degli altri. Dal senso di inadeguatezza che dalle pagine dei quaderni dei nostri figli, disgrafico uno e discalculico il secondo, si era trasferito nel loro cuore e nella loro testa. Dalla solitudine, tanta, che sentivamo addosso. Gli altri genitori? In tanti, purtroppo, fermi al davanzale a guardare, a criticare…
Guardare ai talenti invece che alle difficoltà: la nostra ricetta
“Voglio i super poteri” aveva scritto nella letterina a Babbo Natale uno dei nostri bambini. Un regalo bellissimo e impossibile, o forse no? Con mio marito abbiamo deciso di concentrarci sui talenti dei nostri figli invece che sulle loro difficoltà. Abbiamo imparato a riconoscere e ad usare proprio i superpoteri che la dislessia si porta appresso: immaginazione, intuito, creatività. Per sfidarla con le sue stesse armi, sentirci ogni giorno un po’ più forti e rispedire al mittente l’infida tiritera che ti sussurra in testa: “non ce la farai mai, non vali niente, non sei capace”. Scommettiamo che è il contrario?
I “DIS” della vita: non lasciare che decidano per te
Il libro racconta il nostro viaggio di andata e ritorno nella palude dei DIS, che nella vita sono vari e tantissimi, e quel che ci ha insegnato: sta a te lasciare che tre striminzite lettere, odio prefisso di difetto e disfunzione, decidano chi sei e cosa puoi fare nella vita oppure scrollartele di dosso, voltarti e far loro uno sberleffo.
Terapie per la dislessia ce ne sono tante, ricette pratiche per conviverci invece zero. Noi abbiamo dovuto inventarcela, stanando nuovi eroi di ispirazione per i nostri ragazzi tra libri, videogiochi e fumetti. Passando da Aragon de Il Signore degli Anelli a Harry Potter e a Persy Jackson, da Mika il cantante allo chef Jamie Oliver. Col preziosissimo aiuto dei capi scout e di specialisti della dislessia che ci hanno insegnato questo: la cosa più preziosa che potete fare per vostro figlio è dirgli che ce la può fare e crederci voi per primi!
Dislessia: computer, calcolatrice, ausilii. Si o no?
Da quattro anni circa conviviamo col Dis – sì perché la dislessia di un figlio, e nel nostro caso di due, è la dislessia di tutta la famiglia – e ci troviamo giornalmente a fare scelte difficili. Come quella se adottare o no computer, calcolatrice e altri ausilii, previsti dalla legge sulla dislessia e a mio parere un po’ abusati.
Ho scritto questo libro innanzitutto per i miei bambini, perché si ricordino tutte le difficoltà che sono riusciti a superare utilizzando i loro superpoteri e perché guardino con fiducia al futuro. Ho scritto questo libro per gli altri genitori, perché non si sentano soli come è accaduto a noi e non abbiamo paura di tracciare per i loro bambini nuove strade.
Spero che possa esserti utile. Se hai bisogno di informazioni o voglia di condividere la tua esperienza scrivimi a carlotta@radiomamma.it
Per saperne di più sul libro
- Leggi l'intrevista del Corriere sul rapporto tra dislessia e tecnologia
- Leggi l'intrevista di Vita sulla storia della nostra famiglia
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