Bonus e congedi per genitori 2026: tutti i contributi economici dalla nascita all’adolescenza dei figli
Quali sono i bonus e i congedi per genitori nel 2026? Dai neogenitori a mamme e papà di ragazzi alle scuole superiori, sono diversi i contributi economici per le famiglie e ci sono delle novità. A partire dal cambio del calcolo dell’Isee, che è la base per accedere a diversi bonus e per stabilirne l’importo.
ISEE 2026: come funziona e cosa cambia per le famiglie
Dal 2026 la prima casa pesa meno sul calcolo Isee. La franchigia sale da 52.500 a 91.500 euro e arriva fino a 120mila euro nei comuni capoluogo delle città metropolitane e può spingersi fino a 200mila euro per le grandi aree urbane caratterizzate da valori immobiliari più elevati, come Milano. Inoltre, la franchigia cresce di 2500 euro per ogni figlio convivente successivo al primo (finora lo scatto c’era dal secondo figlio in poi). Cambiano anche le scale di equivalenza, cioè i coefficienti con cui si calcola l’Isee in base al numero dei membri della famiglia (da 0,1 per due figli fino a 0.55 con cinque figli). A parità di reddito più figli, quindi, significherà Isee più basso. Altra novità; entrano nel calcolo anche criptovalute, conti e giacenze all’estero, con incrocio automatico delle banche dati. Secondo le stime della relazione tecnica alla Manovra tutto questo si tradurrà in 10 euro al mese in più di assegno unico per le famiglie interessate, 12mila beneficiari in più al bonus nido rispetto all’anno scorso e 3200 famiglie in più avranno accesso al bonus nuovi nati. Dal 2026 la Dsu precompilata diventa la regola.
Assegno Unico e Universale: importi e novità 2026
L'Assegno Unico resta il principale sostegno economico per le famiglie con figli a carico, con importi che variano in base all'ISEE. È un contributo economico mensile alle famiglie per ogni figlio a carico, fino al compimento dei 21 anni e senza limiti di età per i figli con disabilità. Requisiti: genitori (lavoratori dipendenti, autonomi, disoccupati, pensionati, inoccupati) con figli fiscalmente a carico che siano cittadini italiani o di uno Stato membro dell'Unione europea, oppure familiari di questi ultimi, titolari di un diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente, oppure cittadini di Stati extra UE in possesso della carta blu UE o del permesso di soggiorno per motivi di lavoro o di ricerca. Possono chiederla tutti, anche in assenza di ISEE o con un ISEE superiore alla soglia massima (46.582,71 euro per il 2026), ma in questi casi spetta solo l'importo minimo. Gli importi variano in base all'Isee e cambiano quando i figli sono maggiorenni. Nel 2026 si va da un minimo di 58,30 euro (in assenza di ISEE o con ISEE pari o superiore a 46.582,71 euro) a un massimo di 203,80 euro al mese per figlio minorenne, per ISEE fino a 17.468,51 euro. Sono previste maggiorazioni, ad esempio per i nuclei con almeno 3 figli e ISEE fino a 46.582,71 euro (+50% per i figli tra 1 e 3 anni), per le famiglie con almeno 4 figli (maggiorazione forfettaria di 150 euro al mese) e per i figli con disabilità. L'assegno non concorre al reddito IRPEF. La domanda si fa online sul portale INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato o CAF. La domanda si fa una sola volta, ma ogni anno bisogna rinnovare l'ISEE.
Bonus Mamme Lavoratrici: requisiti e come ottenerlo
È un sostegno economico sotto forma di decontribuzione o contributo mensile erogato alle madri che lavorano. Dal 2026 è aumentato a 60 euro al mese (720 euro l'anno), pagati in un'unica soluzione a fine anno e senza effetti su reddito e ISEE. Possono richiederlo lavoratrici dipendenti, autonome e libere professioniste con reddito fino a 40.000 euro e almeno due figli. Il beneficio spetta fino ai 10 anni del figlio più piccolo (18 anni se i figli sono almeno tre) e si richiede sul portale INPS con Spid, Cie o Cns. Per le aziende è previsto un esonero contributivo parziale se assumono madri con almeno tre figli disoccupate da almeno sei mesi. Le famiglie con tre o più figli hanno priorità nell'accesso al part-time o alla modifica dell'orario di lavoro.
Bonus Nuovi Nati: come funziona il contributo una tantum nel momento della nascita o dell'adozione
È il contributo di mille euro una tantum per ogni nascita, adozione o affido pre-adottivo. Può essere richiesto da uno solo dei due genitori, entro 120 giorni dalla nascita del bambino o dalla data di ingresso in famiglia in caso di adozione. Requisiti: essere residenti in Italia; essere cittadini italiani o stranieri con regolare permesso di soggiorno; cittadini UE con carta di soggiorno permanente; cittadini extra-UE con permesso di soggiorno di almeno 12 mesi o per soggiornanti di lungo periodo. Bisogna avere un ISEE non superiore a 40mila euro. Il Bonus Nuovi Nati non concorre alla formazione del reddito e è compatibile con l'Assegno Unico Universale. Il pagamento avviene tramite accredito su IBAN intestato al richiedente o bonifico domiciliato.
Bonus Asilo Nido: la richiesta si fa una sola volta, vale fino a 3600 euro nel 2026
È un contributo alle famiglie con figli sotto i tre anni per le rette di nidi pubblici e privati, micronidi, sezioni primavera e servizi educativi integrativi o per forme di assistenza domiciliare. Requisiti: genitori di bambini sotto i tre anni, inclusi affidatari, purché il richiedente sia cittadino europeo o abbia un regolare permesso di soggiorno; risieda in Italia per tutta la durata del beneficio; sia l'intestatario dei pagamenti dell'asilo nido. I bonifici all'asilo e le ricevute e tutto devono essere intestati al genitore che richiede il bonus. L'importo massimo (fino a 3600mila euro) dipende dalla data di nascita del bambino e dall'Isee familiare. Il bonus non può superare la spesa effettivamente sostenuta e rimborsa solo alcune voci, tra cui retta, pasti, imposta di bollo e Iva agevolata. La richiesta si fa online sul portale dell'INPS tramite Spid, CIE o CNS, oppure con il supporto di un patronato. La domanda per ottenere il bonus ora non deve più essere ripetuta ogni anno. Basta presentarla una sola volta perché abbia validità fino al compimento dei 3 anni del bambino. Resta però l'obbligo di inviare ogni anno la documentazione che attesti la frequenza dell'asilo e la verifica dei requisiti.
Dote Scuola e Bonus scuole paritarie: i contributi regionali e nazionali per la scuola
Per la scuola ci sono due diverse agevolazioni.
Dote Scuola: È il contributo previsto dalla Regione Lombardia per sostenere economicamente le famiglie degli studenti (3-21 anni) che risiedono in Lombardia e frequentano scuole statali o paritarie, con sede in Lombardia o in regioni confinanti, oppure percorsi triennali di formazione professionale presso enti accreditati da Regione Lombardia. Sono 4 i contributi previsti: Materiale didattico; Merito; Buono Scuola; Sostegno disabili.
Bonus scuole paritarie: Fino a 1500 euro per le famiglie che iscrivono i propri figli in scuole paritarie, cioè istituti privati che fanno parte del sistema nazionale di istruzione ma prevedono il pagamento di una retta. È per gli studenti delle medie e del biennio delle superiori per l'anno scolastico 2025-2026. Per chi ha un Isee fino a 10mila euro, il bonus scuole paritarie vale tra 600 e 1.500 euro; per chi ha un Isee tra 10mila e 20mila euro, il bonus scuole paritarie vale tra 400 e 1.300 euro e per chi ha un Isee tra 20mila e 30mila euro, il bonus scuole paritarie vale tra 200 e mille euro. La richiesta si farà online sulla piattaforma UNICA.
Congedo parentale: più giorni per i genitori
Tra le novità del 2026 c'è il potenziamento del congedo parentale, che diventa più flessibile e accessibile. Il congedo parentale facoltativo si potenzia: i genitori potranno usufruirne fino ai 14 anni dei figli (oggi 12 anni). I mesi restano 10 totali, estendibili a 11 se il padre utilizza almeno tre mesi. Durante il congedo la retribuzione è pari al 30% della retribuzione media giornaliera, che sale all'80% per i primi tre mesi se usati entro i sei anni del figlio. Raddoppiano anche i giorni di congedo per malattia dei figli: da 5 a 10 l'anno, e il limite d'età sale da 8 a 14 anni.
Legge 104 e la nuova Legge 106: cosa cambia per le famiglie che si prendono cura di persone con disabilità
Dal 2026 la Legge 104 viene affiancata dalla nuova legge 106. Le principali novità: 10 ore annue di permessi retribuiti aggiuntivi (per persone con invalidità ≥ 74% e per i familiari di persone con invalidità ≥ 74%); Congedo straordinario fino a 24 mesi con conservazione del posto (non retribuito); Accesso prioritario allo smart working, compatibilmente con le mansioni. Tutele anche per lavoratori autonomi, con possibilità di sospendere l'attività fino a 300 giorni in caso di malattia grave.
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