Ricerca babysitter: a Milano arriva l'App Bsit che punta sul match di quartiere
Posso fidarmi? Alzi la mano il genitore cui non rimbalza tra testa e cuore questa domanda quando deve trovare e scegliere a chi affidare i propri figli. Maxime Cogels e il fratello James (nella foto, angolo in alto a destra), entrambi genitori, non fanno eccezione. Proprio da questo interrogativo, è nata l'idea di sviluppare Bsit, l’App che fa incontrare domanda e offerta di babyistter lanciata in Italia nella primavera del 2026 e già attiva in Belgio, Lussemburgo e Francia.
Bsit nasce a Bruxelles alla fine del 2015 e le difficoltà che i fratelli Cogels incontrano insieme alle cofondatrici Donatienne van Houtryvee e Géraldine Biebuyck sono quelle di tanti genitori della Milano di oggi: “Città in cui tutto va veloce, dove tanti genitori lavoratori non hanno i nonni o una rete familiare di supporto e dove trovare una babysitter last minute per uscire a cena o per partecipare a una riunione convocata all’improvviso diventa un’impresa. Da subito ci siamo resi conto che la fiducia era il fattore chiave su cui lavorare”, raccontano. Come?
Ricerca di baysitter a Milano: sull'App Bsit l'algoritmo è guidato da "fattore fiducia"
“Puntando su prossimità geografica e senso di comunità”, spiegano Maxime e James, “oggi su Bsit il 75% dei genitori trova una babysitter entro i 500 metri da casa”. Merito di un algoritmo che ricostruisce i diversi livelli di fiducia su cui si basano le mamme e i papà. Di chi mi fido? Di me stesso, dei miei amici, di persone che condividono i miei valori, di gente del mio quartiere… “Il match tra domanda e offerta su Bsit segue la stessa ordine di priorità: da genitore, prima vedi le babysitter che hai salvato come preferite, poi quelle consigliate dai tuoi amici per finire con quelle disponibili che abitano nel tuo quartiere”. Ma poco o nulla potrebbe l’algoritmo senza un sistema di rating che a Bsit definiscono collaborativo e trasparente. “Sia i genitori sia le babysitter danno un voto che, oltre a valutare le persone e l’esperienza, serve ad aiutare la comunità nella scelta. Il sistema non penalizza le babysitter che rifiutano un lavoro, piuttosto premia quelle che rispondono in velocità alla richiesta di babysitting col risultato che il 90% delle richieste riceve un riscontro entro un’ora”. Il voto massimo è 5 e ogni punteggio sotto il 4, riguardi un genitore o una babysitter, avvia un’azione di approfondimento da parte di Bsit. “Fortunatamente, il 98% dei rating sulla piattaforma è da 4 punti in su”.
La registrazione sull’App è gratuita per chi si propone come babysitter e su abbonamento (a partire da 5 euro al mese per 12 mesi) per chi cerca i tre tipi di servizi offerti: babysitting una tantum, anche last minute; continuativo, per esempio tutti i mercoledì pomeriggio; babystting per le vacanze o per alcuni giorni consecutivi. “A proporre il compenso per il babysitting, tenendo conto di orario, numero ed età dei bambini, è il genitore. Le babysitter possono accettarlo o meno, senza venire penalizzate, e in questo modo il prezzo medio si stabilizza senza forzature, con un minimo di 8/9 euro l’ora. Il pagamento può avvenire via app o anche al di fuori, sono le famiglie e le babysitter a scegliere. “Il nostro obiettivo”, dichiarano i cofondatori di Bsit, “è mettere in contatto genitori e babysitter nel modo più semplice e veloce possibile, con tutti gli strumenti necessari per fare la scelta giusta."
Partiamo dalle informazioni. Bsit non fa nessuna vera e propria selezione o controlli diretti su babysitter e famiglie. “Invitiamo gli utenti a creare un profilo più completo possibile sull’App, con foto, presentazione e altre informazioni importanti. Tramite la piattaforma sia le babysitter sia i genitori possono attivare il sistema itsme® di verifica dell’identità digitale ed è disponibile un codice di condotta che le babysitter si impegnano a seguire. Inoltre, se lo desidera, attraverso l’App il genitore può rimanere in contatto con la babysitter durante il babysitting”. Tra le informazioni che si possono condividere, per aiutare il match, quartiere di residenza, lingue parlate, sport praticati, competenze di pronto soccorso… Sul fronte dell’accessibilità e facilità di utilizzo, a Bsit vanno fieri di aver ridotto la ricerca di una babysitter a pochissimi clic: “Da genitore puoi mandare una richiesta di gruppo alle tue babysitter preselezionate, se una accetta ora, giorno e compenso, è fatta. Si evita così di perdere ore a cercare sui social e a scambiarsi innumerevoli messaggi per trovare un accordo. Ma la proposta può anche essere aperta a tutte le babysitter della piattaforma, che possono candidarsi direttamente tramite la bacheca lavori di Bsit”.
Identikit della tata tipo su Bsit: studentessa tra i 20 e i 24 anni, ma puoi iniziare dai 16 anni
La babysitter tipo iscritta su Bsit? “Studentessa, tra i 20 e i 24 anni, ma puoi proporti da quando hai 16 anni”, spiegano i Cogels, “sappiamo quanto è difficile mantenersi quando sei studente in una grande città e trovare occasioni per fare esperienze lavorative, Bsit nasce anche per aiutare i giovani”. Maxime e James hanno visto babysitter diventare mamme e iniziare ad usare l’App per trovare aiuto e anche mamme utenti che, cresciuti i figli, ora si propongono come babysitter.
Nessuna paura che, una volta trovata la babysitter e la famiglia giusta, gli utenti escano dall’App? “Innanzitutto, usandolo, ci si rende conto del notevole risparmio di tempo che offre Bsit! È uno dei rischi che abbiamo valutato fin dall’inizio, ma che non si verifica spesso. Chi usa Bsit crede nella condivisione, nella community e si accorge presto che l'app funziona come una vera garanzia: sai che in qualsiasi momento, anche all'ultimo minuto, potrai trovare una babysitter di cui fidarti. Il nostro focus sul quartiere è così forte che a genitori e babysitter capita spesso di trovare sull’App persone che hanno già visto al parco, al supermercato o incrociato per strada. Sono connessioni umane in cui crediamo molto e che ci interessa rafforzare”.
Pic by Bsit
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