Diritti infanzia e adolescenza: 3 milioni di minori in Italia vivono in povertà educativa

“Un’emergenza che non si vede” denuncia il CIAI che a Milano interviene con 4 Presidi Educativi nei quartieri Barona, Stadera, Vigentino e Rogoredo. Il problema va riconosciuto e affrontato, ecco come


In Italia 1 milione e 380 mila minori vivono in povertà assoluta e 3 milioni in povertà educativa. “Un’emergenza che non si vede e che per questo è ancora più pericolosa” denuncia Paola Cristoferi responsabile programma Italia del CIAI (associazione Centro Italiano Aiuti all’Infanzia) in occasione del 20 novembre, Giornata mondiale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.

I numeri raccolti dall’Istat e da Save the Children parlano chiaro: il diritto all’educazione, uno dei 10 diritti fondamentali sanciti dalle Nazioni Unite, nel nostro Paese non è garantito. “La povertà educativa priva milioni di bambini e adolescenti dell’opportunità di crescere, di sperimentare e di far fiorire le proprie capacità e i propri talenti”, spiega Cristoferi.

Cosa si intende per povertà educativa?

PAOLA CRISTOFERI-CIAI E’ una povertà legata a quella materiale, ma non ne è un sinonimo. È una situazione per la quale i minori non hanno accesso a opportunità educative di crescita uguali a quelle dei loro coetanei. Per esempio? Vivono in ambienti dove mancano le risorse (nidi, tempo pieno a scuola, presidi educativi…), dove non hanno possibilità di fare esperienze di conoscenza come partecipare ad attività extrascolastiche, leggere un libro, visitare un museo.  E’ un circolo vizioso perché questi sono bambini e ragazzi che avranno un percorso al ribasso, di rinuncia. Sono bambini e ragazzi che saranno adulti a rischio povertà.

 

GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA E DELL’ADOLESCENZA: A MILANO CI SONO BAMBINI CHE CONSUMANO UN SOLO PASTO COMPLETO AL GIORNO E LA DISPERSIONE SCOLASTICA AL 15%

Quali sono i numeri del fenomeno?

PAOLA CRISTOFERI-CIAI La povertà assoluta riguarda 1milione e 380mila minori in Italia che vivono in condizioni di emergenza abitativa, sanitaria, alimentare. A Milano ci sono situazioni di bambini che consumano un solo pasto completo al giorno grazie alla mensa della scuola. Ma che succede dove non c’è il tempo pieno e la refezione scolastica? Connessa a queste situazioni c’è la povertà educativa. E ci sono dati preoccupanti come le recenti rilevazioni sulla dispersione scolastica: in Italia è al 12,7% (lontanissimo dal 9% che è l’obiettivo da raggiungere in Europa nel 2030), a Milano città metropolitana è al 15%. Dispersione significa ragazzi che non frequentano la scuola, ma anche che partecipano passivamente, non arrivando a una vera formazione ed educazione.

Quali sono le cause della povertà educativa?

PAOLA CRISTOFERI-CIAI Ci sono motivi legati alle difficoltà personali e scolastiche. Spesso in contesti economico-sociali fragili i disturbi dell’apprendimento non vengono riconosciuti e certificati e questi minori etichettati come “non volenterosi” sono destinati al fallimento. Ci sono poi le cause ambientali legate al contesto in cui si vive e che non dà opportunità e occasioni per essere motivati e riconoscere il valore della scuola. Molte famiglie fragili non vedono nella scuola un ascensore sociale e quindi non motivano i figli a frequentarla fin dalle elementari. Ci sono poi gli aspetti strutturali della scuola, che non ha le capacità di rispondere al reale bisogno di un minore che si trova in un contesto di vulnerabilità sociale. La scuola in molti quartieri dove lavoriamo con presidi educativi, per esempio a Milano e a Palermo, è il punto di incontro di tantissime diversità e problematicità e non riesce a tenere “agganciati” questi minori.

Che impatto ha tutto questo?

PAOLA CRISTOFERI-CIAI L’Italia ha il numero più basso di laureati in Europa. Un dato che è la conseguenza del non pensare ai bambini di oggi e al loro futuro. È un circolo vizioso di cui vediamo già gli effetti con il boom di Neet. In Italia siamo al 23,1%, in Europa la media è del 13,1%. Abbiamo quasi 1 ragazzo su 4 che dopo l’obbligo scolastico è fuori sia dal sistema lavorativo sia da quello formativo.

Come bisogna rispondere a questa emergenza che c’è ma non si vede?

PAOLA CRISTOFERI-CIAI Dobbiamo lavorare su tre livelli. Il livello politico: bisogna ammettere questo problema e dare risorse mirate alla scuola, riconoscendo il suo ruolo fondamentale. E bisogna investire, per esempio su nidi e scuole a tempo pieno. Il livello culturale: nel sud il 50% delle donne con un figlio lascia il lavoro. Questo è legato alla mancanza di servizi, ma è anche insito nella cultura. Negli interventi territoriali che abbiamo attivato a Palermo, per esempio, le famiglie fanno fatica a cedere sul fatto che siamo noi a occuparci dei bambini per il pranzo e per lo studio pomeridiano perché non c’è il riconoscimento che il “fuori” (scuola, educatori ecc.…) sia il trampolino per costruire il sé adulto. Il livello degli interventi concreti. Ci sono molte associazioni che lavorano per dare opportunità e intercettare i più fragili a rischio espulsione dal circuito formativo. Serve fare tanta educazione informale e dare ai docenti nuovi strumenti.

Come opera il CIAI a Milano sulla povertà educativa?

PAOLA CRISTOFERI-CIAI Siamo attivi con i Presidi Educativi Territoriali, centri pomeridiani per supportare le scuole, le famiglie e, soprattutto, i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze. Usiamo il metodo educativo CIAI #comeunfiglio: portiamo sul territorio un intervento che ha le stesse caratteristiche dello sguardo di un genitore, per accompagnare i bambini non solo nel miglioramento scolastico o nel contrasto alla povertà materiale, ma anche nella crescita personale e nel benessere psico-emotivo. Facciamo un lavoro individuale e di gruppo per offrire competenze sociali e cognitive, per insegnare a stare nel gruppo, per capire i codici dello stare a scuola. Il tutto attraverso arte, teatro, danza.

Dove sono i Presidi Educativi territoriali a Milano?

PAOLA CRISTOFERI-CIAI Sono 4 i presidi: Presidio Milano Barona San Cristoforo (alla scuola Capponi); Presidio Milano Stadera (alla scuola Palmieri); Presidio Milano Rogoredo (alla scuola Sottocorno) e Presidio Milano Vigentino (alla scuola Filzi)

 

Per combattere la povertà educativa a Milano:

  • Puoi sostenere i Presidi Educativi CIAI con una donazione singola o una donazione ricorrente: clicca qui
  • Puoi sostenere il CIAI clicca qui

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Povertà educativa in Italia
Diritti infanzia e adolescenza: la povertà educativa

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