Figli adolescenti: come capirli e aiutarli
“Attenzione, ascolto, fiducia e limiti”. Ecco come mamme e papà di adolescenti possono sostenere i figli teen ad affrontare il “vuoto dentro” che sentono. Parola di Alessia Bajoni, Coordinatrice del Servizio specialistico di psicologia e psicoterapia per adolescenti del Centro Medico Santagostino. La rete di poliambulatori specialistici ha un’equipe che lavora a Milano con i teen e le famiglie (attivo da un anno qui si sono seguiti 120 casi), con terapie, consulenze, percorsi e incontri formativi e informativi. E dal 13 novembre parte un nuovo percorso per genitori e ragazzi (13-20 anni) sulla questione “ragazzi ritirati in casa e interruzione scolastica”.
ADOLESCENTI E DISAGIO: UN'EQUIPE DI SPECIALISTI PER AIUTARE RAGAZZI E GENITORI
Come funziona Il Servizio specialistico di psicologia e psicoterapia per adolescenti del Centro Medico Santagostino?
Siamo un’equipe di 13 professionisti: 12 psicoterapeuti di formazioni varia e 1 neuropsichiatra infantile e in arrivo c’è anche un educatore. Lavorare in equipe significa confrontarsi e decidere insieme i piani terapeutici. Una volta valutata la situazione si decide come intervenire: consulenza psicologica, psicoterapie individuali (di 3/6 mesi), di gruppo, interventi educativi, sostegno genitoriale, terapia famigliare, visite neuropsichiatriche. Al servizio si sono rivolte in un anno 120 famiglie. Oltre la metà sono ragazze (molti i disturbi alimentari), ma sta crescendo il numero di maschi che si rivolge al Centro (in questo caso la problematica maggiore è il "chiudersi in casa")
Al Centro Medico Santagostino Cairoli ci sono corsi per genitori e figli adolescenti. Come sono organizzati e quali problemi si affrontano?
Sono cicli di 3 incontri informativi per genitori e ragazzi dai 13 ai 20 anni. Il secondo ciclo ha avuto il tema del “vuoto interiore” e finisce il 24 ottobre. Dal 13 novembre parte un nuovo percorso (13 e 27 novembre e 11 dicembre dalle 18.30 alle 20.30) sulla questione “ragazzi ritirati in casa e interruzione scolastica”.
I genitori come possono aiutare i figli adolescenti, come si riconoscono i sintomi?
È importante che i genitori siano attenti, non controllanti, ma vicini, un passo indietro o di lato dal sentiero che percorrono i ragazzi. Cercare sempre il dialogo più intimo possibile. È fondamentale valorizzare come genitore le emozioni e il mondo interiore, per fare capire ai ragazzi che il reale è quello che conta. Ma attenzione non vuol dire ansia. Se serve un aiuto o un parere professionale i segnali a quest’età sono chiari: assenza di impegno a scuola e nelle attività condotte fino a quel momento, non ricerca e fuga dai momenti fuori casa con coetanei e umore sempre triste
FIGLI ADOLESCENTI: I RAGAZZI DI OGGI SONO SUPER CONNESSI E STIMOLATI, MA CON UN VUOTO INTERIORE
Cosa è il vuoto dentro degli adolescenti?
Il vuoto è la sensazione che i ragazzi sentono davanti al cambiamento che non controllano, al confronto con ciò che è imprevedibile. Lo proviamo tutti, ma nell’adolescenza è più forte, perché è un periodo di grandi trasformazioni a livello di corpo, relazioni ed emozioni. In molte situazioni il giovane riesce a contenere questa sensazione di ansia e a controllare il cambiamento che sente il suo corpo. Ma in alcuni casi no e questo può portare a problemi: disturbi alimentari, autolesionismo, attacchi di panico, chiusura dal mondo, abbandono scolastico…
L’adolescenza oggi è più difficile di una volta? Non è sempre stato così?
C’è sempre stato questo vuoto, è proprio dell’adolescente. Ma la situazione è peggiorata per due motivi. Innanzitutto, queste sensazioni “adolescenziali” erano contenute da reti famigliari e sociali più strette e da limiti più precisi. I ragazzi hanno bisogno di genitori con un ruolo chiaro. Invece oggi sembra che dare limiti non faccia più parte del compito dei genitori. I limiti sono essenziali per i ragazzi e darli è compito dell’adulto. E poi c’è la tecnologia. Lo sviluppo dei social e del mondo virtuale è uno stimolo aggiuntivo che amplia il campo di sperimentazione e relazione dei ragazzi e può essere una facile via fuga dal vero reale confronto con se stessi e con l’altro. Il vivere nel mondo “virtuale” sta creando casi di ragazzi che si sentono inadeguati e danno un’eccessiva importanza al rimando del giudizio altrui, dato in rete. Questo può creare disturbi e soprattutto bisogna imparare a gestire questi stimoli proprio a quest’età.
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