Teatro per bambini e ragazzi a Milano: l’antidoto a social, ansia e isolamento

Il Teatro del Buratto lancia un appello: “Consideriamo i bambini come cittadini dell’oggi e non del domani. La cultura come contrasto alla passività digitale e alla mancanza di relazioni". E arriva a Milano Sciroppo di Teatro®


In un mondo dove bambini e ragazzi trascorrono sempre più tempo davanti agli schermi, isolati in una bolla digitale e bombardati dagli algoritmi che decidono per loro (e per noi), il teatro può diventare un vero antidoto. Una resistenza alla solitudine digitale e alla passività imposta da social e device.  “I bambini e i ragazzi non vanno considerati cittadini del futuro, ma dell’oggi. Per questo serve un progetto culturale che accompagni ogni persona dalla nascita fino all’età adulta”, propongono Renata Coluccini, direttrice artistica delle stagioni del Teatro del Buratto e Emanuela Spadavecchia, responsabile ufficio progetti del Teatro del Buratto che da cinquant’anni propone spettacoli e progetti teatrali pensati per accendere i più giovani, offrendo loro non solo emozioni ma strumenti critici per affrontare il presente.

Cosa può insegnare il teatro ai nativi digitali? Tecnologia e teatro sono in competizione?

Renata Coluccini: Non è un conflitto tra tecnologia e teatro. Il punto è che il teatro educa al pensiero critico: non dà risposte preconfezionate, ma ti pone domande. È il contrario della fruizione passiva dei social. Inoltre, il teatro educa al conflitto, non come scontro aggressivo, ma come confronto. Senza conflitto non c’è storia, e imparare ad affrontarlo significa anche uscire dall’individualismo e dall’ansia da prestazione che caratterizzano i ragazzi di oggi. In più il teatro ha il corpo, l’incontro avviene attraverso il corpo dell’artista e non in video. Anche questo non è un aspetto al quale i nativi digitali sono più abituati. Ma ne hanno bisogno.

Il teatro può aiutare anche a superare l’isolamento della tecnologia?

Emanuela Spadavecchia: Il dispositivo digitale isola, ti chiude in una bolla. Il teatro invece ti costringe a educarti alla socialità: lo spettacolo si vive solo insieme ad altri, nella stessa sala. È una cura dolce, per i bambini ma anche per i genitori. Non si tratta di portare i figli a teatro, ma di andare insieme a teatro. È una rieducazione alla relazione, un’esperienza comunitaria che coinvolge famiglie, insegnanti, compagni di scuola.

Quali storie e quale linguaggio deve usare il teatro per parlare ai bambini e ai ragazzi oggi?

Renata Coluccini: Il linguaggio teatrale si evolve per dialogare con i ragazzi, ma senza abbassare il livello. Non si tratta di rincorrere i video, ma di raccontare storie di ogni tempo, ma prestando attenzione al presente. Temi universali come l’altro, la morte, l’incontro, la diversità sono centrali, ma rispettando i tempi ai quali sono abituate le nuove generazioni. Bisogna portarli lentamente al tempo lento del teatro. Quando si prepara uno spettacolo per i bimbi e i ragazzi bisogna sempre chiedersi: se prendo una storia antica come e perché oggi la racconto? Sempre facendo attenzione al presente…

Emanuela Spadavecchia: Dopo la pandemia gli adolescenti avevano paura persino di toccarsi. Non abbiamo cambiato i temi delle storie che rappresentiamo, ma li abbiamo raccontati con storie capaci di aiutarli a elaborare questa difficoltà.

Il teatro viene visto da molti come lontano, come difficile. Ma ha un impatto diretto sul benessere dicono anche i medici. In che modo?

Emanuela Spadavecchia: Il teatro ha un potere concreto nel generare benessere psicofisico. Con il progetto Sciroppo di teatro lavoriamo insieme a pediatri e scienziati: il teatro diventa una vera e propria prescrizione di salute culturale e sociale, per i bambini e per chi si prende cura di loro. (vedi info in fondo all’intervista)

Cosa dovrebbe fare il mondo adulto, le istituzioni per il teatro dei bambini e dei ragazzi?

Renata Coluccini: I bambini hanno diritto alla cultura oggi, non domani. La qualità di una società si misura da come tratta le fasce non produttive: bambini e anziani. Educare alla cultura deve diventare un progetto che accompagna tutta la vita del cittadino. Ma senza sostegno strutturale delle istituzioni il teatro ragazzi rischia di non reggere. E invece il nostro lavoro cambia la qualità del territorio in cui operiamo: è una semina lenta, ma fondamentale per tutta la società.

Emanuela Spadavecchia: Milano è una città complessa: servono strumenti concreti per garantire accesso al teatro e sostegno alle scuole. Le istituzioni dovrebbero riconoscere che il teatro ragazzi non è intrattenimento, ma un vero e proprio programma educativo e culturale. E serve un investimento stabile, non occasionale.

SCIROPPO DI TEATRO® ARRIVA A MILANO E DINTORNI COME “MEDICINA” CULTURALE PER BAMBINI E FAMIGLIE.

Arriva a Milano Sciroppo di Teatro®, il progetto, sostenuto da Fondazione di Comunità Milano e Fondazione per l’Infanzia Ronald McDonald Italia, che unisce teatro e pediatria con il patrocinio delle principali associazioni mediche italiane. Dal 27 settembre 2025 ad aprile 2026 sono previsti 28 spettacoli per bambini dai 3 agli 11 anni in dieci teatri di Milano e dell’area metropolitana (Cassano d’Adda, Corsico, Melzo, San Donato Milanese, Segrate e Vimodrone). Durante le visite, i pediatri aderenti potranno prescrivere l’ingresso a teatro tramite un libretto di “ricette”, con 9 voucher al costo simbolico di 3 euro ciascuno. Ogni famiglia potrà usare i voucher liberamente: per spettacoli diversi oppure per andare tutti insieme a teatro. È sempre consigliata la prenotazione e l’elenco degli spettacoli è incluso nel libretto. I biglietti si possono acquistare online (selezionando “Sciroppo di Teatro” o “3 euro”) oppure in cassa, consegnando il voucher. I libretti sono stati distribuiti ai pediatri di famiglia, alla rete QUBI e ai centri che si occupano di salute dei minori come le UONPIA. Se il tuo pediatra non lo avesse ricevuto, scrivi a sciroppoditeatro.milano@gmail.com. A maggio 2026 il progetto si concluderà con una grande festa al Teatro Bruno Munari. Oltre al Teatro Bruno Munari gestito dalla Compagnia del Buratto, a Milano partecipano Spazio PimOffSpazio 89 e ArteVOX Teatro.


 

Image Pic By Monica Silvestre on Pexels

 


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