Dislessia: per aiutare gli studenti serve lavorare su emozioni e passioni
C’era una volta un doposcuola per bambini e ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento. Anzi, no: c’era una volta un orto, a Milano, in zona Baggio. Un orto seminato e curato da studenti con neurodiversità. O, meglio: c’era una volta la mamma di un ragazzo dislessico che prende un master in bisogni educativi speciali, aggiunge questa competenza alla sua di illustratrice e…
Insomma, ma come la facciamo iniziare questa storia?
Da un disegno. Rose, margherite, peonie e parole. Valentina Secchi, autrice del libro L’Orto dell’anima, far fiorire ragazze e ragazzi con Bisogni Educativi Speciali (edito da 1000volte meglio Publishing), come indice ha disegnato una mappa concettuale. Conoscendola (è la più creativa tra gli specialisti DSA premiati con il bollino di qualità familyfriendly di Radiomamma D+Decisamente Super Affascinante), da lei qualche sorpresa te l’aspetti. Non solo ha “ribrendizzato” gli studenti DSA in Decisamente Super Affascinanti, ma in questo libro manda un messaggio chiaro e deciso a scuola e famiglie: prima delle riabilitazioni specialistiche, del metodo di studio, degli strumenti compensativi, serve la cura delle emozioni, serve dar tempo ai ragazzi perché riconoscano e facciano sbocciare i propri talenti.
Quella dell’orto, per Valentina non è solo una metafora. Come racconta nel libro, un orto lo ha costruito davvero, nel giardino di una villetta a Milano Sud, sede del suo secondo doposcuola specialistico (dopo quello dentro a una scuola paritaria): bambini e ragazzi con lei e con i suoi collaboratori hanno piantato, innaffiato, raccolto fiori e frutti, hanno dato vita a uno spazio (vissuto anche durante la pandemia) dove sono fiorite le zucche, l’autostima dei ragazzi che nella varietà della natura hanno riconosciuto l’importanza della loro unicità e anche le strategie innovative per imparare tabelline, funzioni matematiche, inglese e letteratura insieme a studenti con dislessia, discalculia, ADHD…
Qualche esempio? Le gincane. “La creazione di un percorso a ostacoli, ideato per due studentesse particolarmente vivaci, durante il quale alterni azioni divertenti da svolgere con una palle grande da pilates e con una palla piccola di panno a esercizi di matematica”, racconta Valentina. “Il percorso è a tempo, ci si sfida e vince chi ci mette meno a finire i compiti”. Il libro racconta e condivide quanto ha imparato, e ideato, in oltre dieci anni di doposcuola specialistico e creativo al fianco di bambini, ragazzi, genitori e insegnanti.
A fianco o contro gli insegnanti? In qualche scuola di Milano ti temono…
(Ride). “Sempre a fianco! Certo se sei un prof che misura ogni bambino o ragazzo sull’ideale soggettivo dell’alunno perfetto, se invece di guardare ai tuoi studenti per la meraviglia che sono li definisci solo in termini di difetto, mi impegno a farti cambiare prospettiva”.
Come li guardi, i ragazzi del tuo doposcuola?
“Oltre le diagnosi. Quelle, confesso, le guardo un po’ al volo. Perché so che la mia socia Angelica le analizza scrupolosamente e perché non voglio essere fuorviata. L’aspetto clinico mi interessa dal punto di vista burocratico, per far funzionare la macchina dei PDP, ma la cosa più importante è guardare l’aspetto emotivo ed umano di ogni bambino. È fondamentale agganciarlo sulle sue passioni, l’ho imparato da una ragazza che veniva al doposcuola, vedendola aiutare una studentessa più piccola. Hai una cotta per qualcuno? Raccontamelo con una mappa concettuale, le ha chiesto. E questa bambina che non ne voleva sapere di fare una mappa concettuale di storia ci ha raccontato della sua crush per un compagno. Da allora, la prima cosa che chiedo a chi viene al doposcuola è di raccontarmi cosa gli o le piace”.
E alle preoccupazioni dei genitori che ti chiedono come aiutare i figli che la scuola vorrebbe diversi, come rispondi?
“Con la verità. Non lo so, rispondo. Perché non lo so davvero. Lo saprà lui, o lei, se lasciamo loro lo spazio per capire come funzionano. Se lasciamo loro spazi per capirsi, per comprendere il loro funzionamento, per aprire le ali e provare a spiccare il loro. Allontanarsi di un passo quando vediamo che a nostro parere i nostri figli sono in difficoltà è una cosa difficilissima ma che va fatta. Bisogna avere e dare fiducia”.
Da questo passo indietro, dall’ascolto dei ragazzi, dal germogliare dei loro interessi e talenti con cui costruire strategie personalizzate nasce “la magia” che tutti i giorni, sabato compreso, si crea nel doposcuola di D+DSA, oggi trasferitosi in zona quattro a Milano, direttamente in casa di Valentina.
Nella prefazione al libro, il Professor Giacomo Stella, Fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia (SID), commenta così il lavoro di cura nell’orto dell’anima dei Decisamente Super Affascinanti: “I ragazzi trovano che questa strana ricerca li cattura, forse perché, per arrivare a occuparsi di processi neuropsicologici bisogna scoprire l’anima, bisogna tirare fuori le passioni”.
Come? Vuoi conoscere le strategie di Valentina?
Le scopriamo insieme il 26 marzo, dalla 18.00, alla presentazione del suo libro alla Biblioteca Calvairate di piazzale Martini 16. Ingresso gratuito
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